Obama arriva in Egitto con un messaggio di pace, e Hamas apre al presidente americano

Barack Obama è arrivato ieri in Medio Oriente, accolto dal folkloristico “benvenuto” del fantomatico Bin Laden, ma soprattutto dall’intero mondo arabo con delle fondate speranze, in particolare per quanto riguarda la Palestina. Oggi il presidente afroamericano è al Cairo, tappa principale del suo viaggio oltreoceano che lo porterà, successivamente, alle celebrazioni per il D-day in


Barack Obama è arrivato ieri in Medio Oriente, accolto dal folkloristico “benvenuto” del fantomatico Bin Laden, ma soprattutto dall’intero mondo arabo con delle fondate speranze, in particolare per quanto riguarda la Palestina. Oggi il presidente afroamericano è al Cairo, tappa principale del suo viaggio oltreoceano che lo porterà, successivamente, alle celebrazioni per il D-day in Europa.

Quella di Obama in Egitto è una visita lampo di sette ore, ma altamente simbolica. Dopo aver proclamato in Turchia che gli Stati Uniti «non sono e non saranno mai in guerra contro l’Islam», Obama ha scelto l’Egitto, dove vive un arabo su quattro, per questo discorso all’indirizzo di 1,5 miliardi di musulmani.

Obama ha appena pronunciato nel palazzo dell’università l’attesissimo discorso sul dialogo col mondo musulmano, preparato minuziosamente e a lungo. Ad ascoltarlo presenti anche i rappresentanti dei Fratelli musulmani, ala radicale e politicizzata dell’Islam sunnita.

E in questo giorno molto significativo arriva anche un messaggio di pace dalla Striscia di Gaza. Ahmed Youssef, ministro degli Esteri del governo di Hamas nel territorio palestinese, ha rivolto un messaggio scritto al presidente americano nel quale si apprezza la sua apertura verso i paesi islamici e ci si impegna verso una «soluzione giusta» al conflitto israelo-palestinese.

La partita è di quelle che paiono impossibili, ma Obama finora ha avuto il merito di dimostrare di credere ancora nelle prospettive di pace tra Israele e Palestina, e nella possibilità di dialogo tra mondo arabo e mondo “occidentale”.

Foto | Flickr

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