British style: il Galles guarda a Est, ma ha un problema con il North

I club gallesi sognano la Premiership inglese – che risponde picche -, ma intanto mettono i campioni all’asta.

Sognano di andare ad est, in Inghilterra, ricevendo un educato “niet”, ma intanto litigano per North. Le franchigie gallesi, in profonda crisi economica, stanno vivendo un periodo molto caldo, avendo avviato discorsi con la Premiership per il futuro, ma intanto perdendo i pezzi da novanta.

Come scritto ieri, infatti, rappresentanti dei club gallesi hanno parlato con la loro controparte inglese nella speranza di creare un torneo anglo-gallese che vada ben al di là dalla LV=Cup, magari integrando le quattro franchigie alla Premiership. Un’ipotesi che, però, gli inglesi rimandano al mittente.

“E’ vero che ci siamo incontrati – ha dichiarato il capo della Premiership Mike McCafferty, che però precisa –. Potreste pensare che il coinvolgimento gallese nella Premiership sia una grande idea, soprattutto visto la storica rivalità, ma è sinceramente poco credibile. E con loro si è parlato soprattutto di altro, di Europa, dell’LV=Cup e del coinvolgimento del Galles nei tornei seven”.

Insomma, più sogno che realtà, anche se in casa gallese si insiste a sognare. Forse anche perché la realtà è ben più complessa e complicata. Come racconta il caso George North. Il giocatore degli Scarlets sembra essere a un passo dai Northampton Saints. Normale evoluzione di mercato e conferma della difficoltà gallese a tenere i campioni in casa? Anche, ma non solo.

La WRU, infatti, ha accusato direttamente il club di Llanelli di aver offerto North a club francesi già nel 2012, senza neppure informare il giocatore. Il quale, quando informato, avrebbe rifiutato un trasferimento in Top 14, mettendosi comunque a disposizione se il club avesse deciso di venderlo.

Insomma, da un lato i club gallesi piangono e si lamentano dell’esodo dei loro campioni, accusando Francia e Inghilterra di razziare le loro squadre, poi – però – sono i primi a cercare di fare cassa mettendo all’asta i loro pezzi da novanta, senza neppure avvisarli.

La foglia di fico di una nazionale capace di vincere due Sei Nazioni consecutivi è sempre più piccola e la crisi, profonda, delle franchigie gallesi sta per esplodere. E, da quel che pare, l’ipotesi inglese non è percorribile. Lo è quella di ridurre i club, tema di cui si parla da tempo e che interessa anche l’Italia?

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