Roma, sgominata banda di truffatori, compravano auto con assegni falsi e le rivendevano in Spagna

1) Comprare Porta Portese (giornale di inserzioni di Roma); 2) Segnare le auto in vendita più interessanti (BMW, Audi, Mercedes); 3) Contattare l’inserzionista e dirsi interessati all’acquisto; 4) Fissare l’appuntamento per l’acquisto venerdì; 5) Pagare con assegno circolare falso di altissima qualità e prendere l’auto; 6) Durante i due giorni di vantaggio prima che riaprano

di dario

1) Comprare Porta Portese (giornale di inserzioni di Roma);
2) Segnare le auto in vendita più interessanti (BMW, Audi, Mercedes);
3) Contattare l’inserzionista e dirsi interessati all’acquisto;
4) Fissare l’appuntamento per l’acquisto venerdì;
5) Pagare con assegno circolare falso di altissima qualità e prendere l’auto;
6) Durante i due giorni di vantaggio prima che riaprano le banche portare l’auto a Civitavecchia, 70km a nord di Roma, e imbarcarla in un traghetto per Barcellona.
7) Venderla nel mercato spagnolo e portoghese.

Se Antonio Euclide Celestino Zappalà (57 anni) e Massimo Ernesti (62) avessero scritto una guida per aspiranti truffatori avrebbero usato grossomodo i sette semplici passaggi riassunti qua sopra. Dal 2000 a oggi avevano loro fruttato diversi milioni di euro.

Oltre al danno la beffa, molti truffati avevano tentato di far passare con le proprie assicurazioni la truffa per furto, ottenendo il risultato di finire a loro volta denunciati per truffa dalle proprie assicurazioni. Solo nel 2007 le prime denunce, che hanno fatto partire le indagini dei carabinieri della Compagnia Monte Sacro, guidati da Luciano Soligo. Le indagini sono state lunghe e complesse, la rete era ben organizzata e ramificata tra Italia e Spagna, e comprendeva almeno altri 4 complici (denunciati a piede libero). A complicare ulteriormente le cose, gli assegni erano praticamente perfetti, frutto del lavoro di professionisti.

Fondamentali si sono rivelati gli antifurti satellitari montati su alcuni dei veicoli rubati e le foto segnaletiche di alcuni componenti della gang.

Fonte: Il Tempo