Sicilia: per vendicarsi dello sgarro di Lombardo il Pdl vuole modificare lo Statuto regionale

A pochi giorni dalle elezioni europee e amministrative del 6/7 giugno la grana esplosa in Sicilia deve essere piuttosto fastidiosa per il Popolo della libertà: il governatore dell’Isola nonché leader del Movimento per l’autonomia, Raffaele Lombardo, ha fatto saltare il tavolo dimettendo tutti gli assessori e nominandone di nuovi. La nuova Giunta comprende 3 esponenti

A pochi giorni dalle elezioni europee e amministrative del 6/7 giugno la grana esplosa in Sicilia deve essere piuttosto fastidiosa per il Popolo della libertà: il governatore dell’Isola nonché leader del Movimento per l’autonomia, Raffaele Lombardo, ha fatto saltare il tavolo dimettendo tutti gli assessori e nominandone di nuovi. La nuova Giunta comprende 3 esponenti frondisti del Pdl (già sospesi dal partito) e altri uomini scelti da Lombardo escludendo totalmente l’Udc.

Cose che capitano. Congiure di Palazzo che spesso animano la vita degli enti locali, anche di quelli a Statuto speciale. E proprio aggrappandosi alla particolarità dello Statuto regionale siciliano (che può essere modificato solo con legge costituzionale) gli uomini del Pdl hanno lanciato una delle loro manovre preferite, quella per cambiare le regole a loro uso e consumo. Quindi, se Lombardo da grande vuole fare l’autonomista e scegliersi gli assessori, loro cambiano lo Statuto, sostenendo che “quanto previsto dalla Carta approvata nel 2001 ha dimostrato delle lacune e dei limiti”. Limiti e lacune che, casualmente, solo ora che Lombardo si è autonomizzato saltano agli occhi e devono essere rimossi.

Ecco allora la proposta di legge presentata al Senato dal gruppo Pdl per consentire all’Assemblea regionale di sfiduciare il presidente e di sostituirlo senza andare alle elezioni. La solita norma ad personam, cucita intorno alle esigenze politiche del momento, che viene giustificata così: “In questi anni annunciando in Sicilia si è corso il rischio di passare in talune occasioni da una democrazia governante a un regime autoritario. Questo ddl ha lo scopo di garantire che l’elezione diretta del capo del governo contenga meccanismi di salvaguardia contro rischi di degenerazioni autoritarie. L’elezione diretta del presidente non può mai trasformarsi nella legittimazione di uno strapotere arbitrario”.

Regime autoritario, degenerazioni? In Sicilia c’era una situazione così rischiosa per la democrazia e solo adesso, dopo averla governata per quasi 10 anni ininterrotti, il Popolo della libertà se ne rende conto?