Omicidio Sanaa Dafani: a giugno il processo con rito abbreviato per il padre El Ketaoui Dafani

Si è tenuta ieri a Pordenone l’udienza preliminare del processo che vedrà imputato El Ketaoui Dafani, il padre della 18enne Sanaa Dafani, da lui uccisa lo scorso 15 settembre in un bosco di Montereale Valcellina.La richiesta è stata accettata e il processo, con rito abbreviato, avrà inizio a Pordenone il prossimo 14 giugno. Per l’uomo

Si è tenuta ieri a Pordenone l’udienza preliminare del processo che vedrà imputato El Ketaoui Dafani, il padre della 18enne Sanaa Dafani, da lui uccisa lo scorso 15 settembre in un bosco di Montereale Valcellina.

La richiesta è stata accettata e il processo, con rito abbreviato, avrà inizio a Pordenone il prossimo 14 giugno. Per l’uomo le accuse sono di omicidio volontario aggravato dai vincoli di parentela e di lesioni gravi ai danni del fidanzato di Sanaa.

Nel corso della giornata di ieri il fidanzato di Sanaa, Massimo De Biasio, rimasto ferito nell’aggressione, si è costituito parte civile, così come il Ministero delle Pari Opportunità e la Regione Friuli Venezia Giulia.

Accettate come parti civili anche la Provincia di Pordenone e la Acmid-Donna, l’associazione delle donne musulmane moderate, rappresentate dalla parlamentare del Pdl, Souad Sbai.

Presenti in aula anche Dafna Charuk Dafani, madre della ragazza, insieme alle due figlie piccole. Così De Biaso, che ha visto Dafani uccidere Sanaa ed è stato aggredito a sua volta, ha commentato l’inizio del processo:

Da questo processo mi aspetto il massimo della pena e nulla di più. Sono convinto che non ci sia un caso più eclatante, veritiero e con tutte le prove schiaccianti come questo, pertanto mi attendo una pena esemplare.

Questo, invece, è il commento di Mara Carfagna, ministro delle Pari Opportunità:

Per la prima volta è stata riconosciuta ad un ministro la possibilità di intraprendere una battaglia processuale contro chi ha commesso un crimine tanto incivile, che è un vero e proprio attentato ai diritti acquisiti da tutte le donne che vivono in Italia, a prescindere dalla loro origine e dal loro orientamento religioso. Questa decisione fa sì che ciascun crimine di questo genere possa essereconsiderato non un “semplice” fatto di sangue, ma un attentato contro la collettività che le istituzioni rappresentano.

E’ necessario ricordare che, scegliendo di essere processato con rito abbreviato, Dafani godrà dello sconto di un terzo della pena ed eviterà quindi l’ergastolo.

Il rovescio della medaglia, però, è che non potrà sperare in una perizia psichiatrica e, quindi, su eventuali attenuanti. L’imputato sarà difeso dai legali Leone Bellio e Marco Borrella.

Via | SkyTg24

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