Giallo di Garlasco, pm: “l’omicidio di Chiara Poggi possibile prima delle 9.35”

“Ciò che si conosce di quanto Stasi ha fatto è che alle 9:35 ha acceso il proprio computer e ha guardato fino alle 10:07 alcune immagini erotiche e pornografiche. Dalle 10:17 Stasi ha lavorato sul computer portatile al file della tesi fino alle 12:20 aggiungendo al testo già elaborato circa due pagine. Ne consegue che

di remar


“Ciò che si conosce di quanto Stasi ha fatto è che alle 9:35 ha acceso il proprio computer e ha guardato fino alle 10:07 alcune immagini erotiche e pornografiche. Dalle 10:17 Stasi ha lavorato sul computer portatile al file della tesi fino alle 12:20 aggiungendo al testo già elaborato circa due pagine. Ne consegue che Alberto Stasi abbia avuto il tempo di commettere l’omicidio sia prima delle 9:35 che nell’ultima parte della mattinata, dopo le 12:46”.

Lo scrive Rosa Muscio, pm di Vigevano, nel ricorso in appello contro l’assoluzione di Alberto Stasi per il delitto di Garlasco. La Procura si concentra quindi nuovamente sull’orario in cui Chiara Poggi venne effettivamente uccisa. Lasso di tempo essenziale per l’alibi di Stasi.

Nel corso delle indagini l’accusa aveva sostenuto che Chiara fosse stata assassinata nella prima parte della mattinata, poi durante la requisitoria l’ora del delitto era stata spostata tra le 12:46 e le 13:27.

Si ritorna quindi verso l’ipotesi iniziale, sostenuta anche dall’avvocato di parte civile della famiglia Poggi, Gian Luigi Tizzoni. Scriveva qualche giorna fa La Provincia Pavese:

Il ricorso dei Poggi (nel dettaglio qui, ndr) parla di una possibile arma del delitto – finora considerata introvabile – sequestrata a casa Stasi: un martello col manico rosso, requisito il 20 agosto 2007, mai esaminato. Un fatto grave, secondo Tizzoni. Perché l’“arma” è compatibile con le ferite di Chiara.

Il procuratore capo Alfonso Lauro spiega i motivo del ricorso della procura: «Una ragazza riservata come Chiara non avrebbe aperto a un estraneo in calzoncini del pigiama. Se ha fatto entrare l’assassino, lo conosceva. E la morte può risalire alla prima parte della mattinata». E spiega un’“apertura” dell’ultimo momento su un punto chiave: l’ora del delitto. Al processo di primo grado, la procura la indicava a fine mattina, la parte civile all’inizio: una spaccatura non da poco nel fronte dell’accusa, che ora sembra ricomporsi in vista dell’appello. La procura, dice Lauro, «chiede ai nuovi giudici di esaminare gli indizi contro Stasi in modo unitario e non frammentario, come invece ha fatto il giudice Vitelli».

Ultime notizie su Delitto di Garlasco

Tutto su Delitto di Garlasco →