Elezioni 2013: scontro dentro Rivoluzione Civile per la partecipazione ai funerali del BR Gallinari

L’Italia dei Valori insorge contro Rifondazione Comunista

di guido


Non c’è pace per Rivoluzione Civile: dopo le numerosissime defezioni delle scorse settimane, l’ultimo caso che rischia di spaccare il partito nel giorno della presentazione definitiva delle liste riguarda la partecipazione di due esponenti di Rifondazione Comunista ai funerali del brigatista rosso Prospero Gallinari. Partecipazione che non è piaciuta all’Italia dei Valori, ed era fatale che presto o tardi esplodessero le differenze tra i vari partiti messi insieme in Rivoluzione Civile (a proposito di questo, nei giorni scorsi circolava sui social network la seguente battuta: “Ingroia ha messo insieme i No Tav e quello che la Tav l’ha sostenuta da ministro”, cioè Di Pietro). Per ora la polemica resta a livello emiliano, ma il caso rischia di diventare nazionale.

A partecipare – a titolo personale, ribadiscono – ai funerali del carceriere di Aldo Moro, morto il 14 gennaio, sono stati Alberto Ferrigno, coordinatore provinciale di Rifondazione Comunista a Reggio Emilia, e Claudio Grassi, già senatore di Rifondazione dal 2006 al 2008 e oggi candidato alla Camera per Rivoluzione Civile. La cosa non è andata giù a Liana Barbati, agguerrita consigliera regionale e coordinatrice provinciale dell’Italia dei Valori:

Leggo con estrema perplessità e disappunto che Ferrigno e Grassi, membro della direzione nazionale, nonché ex deputato di Rifondazione Comunista, hanno partecipato ai funerali del brigatista. Chi ricopre cariche politiche o è candidato alle elezioni per rappresentare i cittadini, non dovrebbe neanche a titolo personale, partecipare al funerale di chi ha rappresentato un periodo così buio e triste per la nostra Repubblica


La Barbati, in un’altra dichiarazione, sostiene che non intende proibire la partecipazione personale a un funerale, ma l’ostentazione:

Se proprio avevano motivi personali per fargli un saluto potevano andare al cimitero dopo…

Sbalordite le reazioni degli interessati. Dichiara Grassi:

Non credevo che partecipare ad un funerale di una persona che conoscevo potesse creare un caso politico. Vi ho partecipato – come vi hanno partecipato tanti dei presenti – pur non condividendo nulla di quanto ha fatto Prospero Gallinari.

Mentre Ferrigno mette il dito nella piaga delle divisioni interne al movimento, in cui l’Idv è l’ultima arrivata:

Polemica pretestuosa e di bassissima lega, in Cambiare si può non li abbiamo mai visti e tra l’altro si sono accodati all’ultimo momento.

Ma la Barbati ha anche detto che se Grassi dovesse rimanere in corsa (è quinto nel listino emiliano, ma visto che davanti a lui ha persone in corsa anche in altri collegi, potrebbe venire ripescato) “Idv uscirà dal comitato provinciale a sostegno della Lista Ingroia”.

Antonio Di Pietro non si è fatto ancora sentire, cosa che d’altronde gli sta capitando molto spesso ultimamente (anche il suo ingresso nel movimento di Ingroia è stato deciso nella massima riservatezza), mentre non si fa attendere la reazione del segretario nazionale di Rifondazione, Paolo Ferrero, ovviamente a difesa dei suoi.

Trovo incredibile – e frutto di un fraintendimento – che la partecipazione di Claudio Grassi, della segreteria nazionale di Rifondazione Comunista, al funerale di Prospero Gallinari, determini una polemica politica. Grassi è di Reggio Emilia come Gallinari e si conoscevano da sempre. Nella politica e nella vita hanno fatto scelte opposte: Grassi il PCI, Gallinari le BR. La condanna di Grassi del terrorismo non sta rinchiusa solo nelle dichiarazioni verbali ma in una vita passata a costruire ed organizzare lotte e partecipazione democratica alla luce del sole, nel PCI e poi in Rifondazione Comunista. Il contrario del terrorismo. Ma Grassi non è solo un dirigente politico è anche una persona che ha conosciuto Gallinari e ha quindi scelto di partecipare al suo funerale. Questa partecipazione è una testimonianza della sua umanità e in nessun modo può essere confusa con altro. Un tempo si diceva “riposa in pace”, nella consapevolezza che almeno di fronte alla morte le polemiche dovevano – almeno per un minuto – cessare. Voglio sperare che questo briciolo di umanità possa resistere ancora oggi e si chiuda qui una polemica che non ha alcun fondamento, perché la nostra condanna del terrorismo è totale.