Rugby femminile: Sei Nazioni rivoluzionato? No, grazie

Due tornei separati, con le tre nazioni più forti da un lato e le altre (Italia compresa) nell’altro. L’ennesima follia ovale.

Per ora è una voce, un rumor che giunge dal blog specializzato scrumqueens.com. Secondo quanto riferito, infatti, il Board del Sei Nazioni è pronto a rivoluzionare il torneo femminile, di fatto snaturandolo totalmente e rendendolo un inutile appuntamento.

A oggi, infatti, l’RBS Sei Nazioni femminile ricalca fedelmente la versione maschile, con le sei squadre che si affrontano insieme agli uomini e ai juniores weekend dopo weekend. Un torneo che da sempre vede il dominio inglese e francese – scalfito quest’anno dal successo irlandese -, ma che ha anch visto la crescita continua degli underdog come le azzurre, oltre a un sempre crescente interesse mediatico e di spettatore.

Ma secondo il governo continentale i costi sono eccessivi e il crescente peso del rugby seven (che dal 2016 sarà sport olimpico) impone drastiche scelte. E quella del Board sarebbe quello di creare – de facto – due tornei separati. Il primo che coinvolgerebbe Inghilterra, Francia e Irlanda che si affronterebbero in un campionato con match di andata e ritorno. Per le altre tre nazioni, Italia, Galles e Scozia, invece, un minitorneo in cui ogni squadra affronta solo una volta le avversarie.

Una scelta avversata dalla Federazione Italiana, ma che non piace neppure ai francesi, nonostante siano inseriti nel torneo “serio”. “E’ un passo indietro. E’ un cambiamento che non ha senso – ha dichiarato la francese Nathalie Janiver –. L’Italia ha lottato per anni per crescere e ora si ritroverebbe nel tier 2. E’ assurdo e farebbe solo male al rugby femminile”.

Una decisione verrà presa ad aprile e si spera, vivamente, che qualcuno a Dublino rimette la testa – e le cose – a posto.

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