Perugia, l’omicidio di Alessandro Polizzi: le indagini

Il giovane aggredito da Polizzi giorni fa è ricoverato all’ospedale di Perugia, con 30 giorni di prognosi. L’arma usata dal killer è stata trovata nell’appartamento del delitto.

di remar

Alessandro Polizzi, il 24enne ucciso martedì notte in casa a Perugia era stato denunciato pochi giorni fa dopo aver aggredito l’ex ragazzo della sua fidanzata, Julia Tosti, la ventenne che si sarebbe salvata dalla furia omicida del killer solo perché la pistola si è inceppata. La giovane è stata ferita di striscio da un colpo di pistola a un braccio, inoltre ha riportato lesioni al viso e alla testa: avrebbe lottato con il killer che si è poi dileguato nel buio della notte. Una vicina di casa racconta:

Abbiamo sentito il rumore di vetri rotti e le urla di Julia che intorno alle tre di notte implorava aiuto. Ho udito le urla ma per paura di prendere una botta non ho aperto la porta. Ho sbirciato dallo spioncino, ma non ho visto nessuno. Poi gli investigatori ci hanno detto che un uomo col volto coperto dal passamontagna aveva ucciso un ragazzo. Se ho mai sentito altre discussioni? Certe volte sì, Julia tante volte sbatteva le porte, ma sono ragazzi. Qualche volta, abbiamo sentito pure le urla col fidanzato, non avrei mai immaginato potesse accadere una cosa del genere.


Le indagini su questo nuovo omicidio che sta sconvolgendo Perugia, mentre il caso Kercher si riapre, partono da quella lite tra Polizzi e l’ex di Julia avvenuta fuori da una discoteca della città. Quale ne siano i motivi e come dalle parole si sia passati alle mani non è ancora chiaro agli investigatori ma l’ipotesi prevalente chiamerebbe in causa questioni di gelosia.

Il giovane che sarebbe stato aggredito da Polizzi è ricoverato da allora all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia, con 30 giorni di prognosi. L’arma usata dal killer e trovata nell’appartamento del delitto in via Ricci, nella frazione Madonna Alta, è una vecchia calibro 9. L’assassino potrebbe averla persa durante la fuga o in una colluttazione successiva all’uccisione di Polizzi. Anche se la pistola fosse detenuta regolarmente non sarebbe facile da rintracciare nelle banche dati, fanno sapere gli investigatori. Sull’omicidio indaga la squadra mobile della questura perugina, diretta da Marco Chiacchiera, sotto il coordinamento del sostituto procuratore Antonella Duchini.

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