Delitto di Garlasco: i Poggi ricorrono in appello, chiesta nuova analisi sulle unghie di Chiara

L’ultima volta che ci siamo occupati del delitto di Garlasco, vi abbiamo detto che i legali della famiglia di Chiara Poggi avrebbero presentato ricorso in appello contro l’assoluzione in primo grado di Alberto Stasi.La richiesta è stata presentata e le motivazioni rivelano dettagli finora mai tenuti in considerazione: sulle unghie di Chiara fu rinvenuto un


L’ultima volta che ci siamo occupati del delitto di Garlasco, vi abbiamo detto che i legali della famiglia di Chiara Poggi avrebbero presentato ricorso in appello contro l’assoluzione in primo grado di Alberto Stasi.

La richiesta è stata presentata e le motivazioni rivelano dettagli finora mai tenuti in considerazione: sulle unghie di Chiara fu rinvenuto un capello, “era di colore castano chiaro, munito di radice e della lunghezza di circa 1,2 cm“, ed ora i legali dei Poggi chiedono che una nuova analisi di quel capello e delle unghie della giovane.

Non solo. L’avvocato Gian Luigi Tizzoni ha chiesto anche che venga acquisita la bicicletta nera da donna in uso alla famiglia Stasi, una bicicletta con caratteristiche simili a quella che era stata avvistata vicino al muretto dei Poggi la mattina dell’omicidio.

Terzo motivo: l’inclusione dei primi due gradini che portano allo scantinato dei Poggi – dove fu ritrovata Chiara – nell’esame sperimentale sulla camminata di Stasi, ricostruita nel corso del processo di primo grado.

In quell’occasione la simulazione aveva preso in considerazione solo il tragitto che Stasi aveva detto di aver percorso. Quei due scalini non erano inclusi e per questo non furono presi in considerazione durante il test.

L’altro punto sollevato da T‪izzoni nelle 179 pagine presentate è quello dell’alibi di Alberto, di cui si è discusso a lungo. Nell’orario in cui sarebbe stata uccisa Chiara, Alberto stava scrivendo la tesi al PC.

Ma l’accusa non è molto convinta: in quel periodo, infatti, Stasi “avrebbe salvato più volte la tesi senza scrivere materiale nuovo solo per coprire una buona parte della mattinata con detta fittizia attività“.

Sulla base di queste motivazioni i Poggi, che hanno sempre sostenuto la colpevolezza di Stasi, chiedono che il giovane sia processato di nuovo e condannato “per avere coscientemente e selvaggiamente aggredito con spietate modalità Chiara Poggi“.

Ora che l’appello è stato depositato da parte della Procura di Vigevano, la Procura Generale di Milano ha dieci giorni di tempo per aggiungere i suoi autonomi motivi d’appello. Il processo partirà proprio a Milano entro la fine del 2010.

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