Sei Nazioni 2013: allenatori verso l’addio

Pochi sono certi della riconferma, molti si giocheranno il posto negli ultimi 80 minuti del torneo.

Jacques Brunel, Scott Johnson, Stuart Lancaster, Rob Howley, Warren Gatland e Philippe Saint-André. I sei tecnici sulle panchine delle nazionali che per un mese e mezzo si sono sfidate sui campi d’Europa. Ma per un motivo o per un altro, l’anno prossimo probabilmente ne rivedremo solo pochi.

Non rischia nulla Jacques Brunel, il cui contratto scade dopo i Mondiali 2015 e il cui lavoro sta convincendo i dirigenti federali e che, dunque, non ha nulla da preoccuparsi. Come Stuart Lancaster, autore del miracolo inglese, che non solo può vincere il torneo e puntare al Grande Slam, ma che soprattutto ha saputo dare quella disciplina, in campo e non, che mancava da troppo tempo.

Queste sono le certezze. Perché se Scott Johnson sta facendo miracoli con la Scozia, la conferma del tecnico ad interim non è scontata. Certo, i numeri sono dalla sua parte, ma il suo status di precario lascia aperte mille soluzioni e tutto dipenderà se la Federazione scozzese si convince al 100% delle potenzialità della squadra.

Chi non ci sarà di sicuro, tra 12 mesi, è Rob Howley. Anche lui ad interim, sta tenendo calda la panchina per Warren Gatland, che tornerà a capo del Galles dopo il tour dei British & Irish Lions. Un’annata difficile per Howley, ma un torneo sorprendente e il “rischio” di vincere.

Restano Philippe Saint-André e Declan Kidney. Il secondo ha il contratto in scadenza con l’Irlanda, ma troppi sono i dubbi sulle sue scelte per credere concretamente in una riconferma. Un torneo altalenante, una formazione che ha dimostrato di poter lottare per il titolo, ma che ha lasciato per colpe propri troppi punti sul terreno, con il rischio di arrivare ultimi. Se dovesse perdere a Roma sarà indifendibile, ma anche vincendo la sua corsa potrebbe fermarsi all’Olimpico.

Ha un contratto fino al 2015, non vuole lasciare il timone, ma il Sei Nazioni della Francia di Philippe Saint-André è a dir poco fallimentare. Favoriti alla vigilia, a 80 minuti dal termine sono ultimi, nessuna vittoria all’attivo e una squadra che appare allo sbando, senza leadership. Il tecnico francese non rassegnerà le dimissioni, ma dovesse perdere a Parigi contro la Scozia sarà difficile si salvi e anche in caso di vittoria i rischi di un addio sono concreti.

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