Sei Nazioni 2013: Grande Italia a Twickenham, ma non basta

Si è concluso a Twickenham l’ultimo appuntamento del weekend per l’RBS Sei Nazioni 2013.

Ritorna l’Italia entusiasmante dell’esordio a Twickenham e contro un’Inghilterra arrembante e fisicamente più forte non cede mai. Una difesa perfetta, McLean, Furno e Zanni imperiali, e un’Italia che resta in partita fino allo scadere, premendo ed entusiasmando un pubblico gelato dal freddo.

Gelo e vento a Twickenham a dare il benvenuto agli azzurri. L’altro benvenuto lo dà l’Inghilterra che attacca fin da subito e dopo due minuti conquista una punizione in mischia che manda Flood sulla piazzola. E l’apertura non sbaglia. Poco dopo rischio enorme per gli azzurri. Su una nuova punizione inglese Venditti evita la touche, ma si fa stoppare il calcio e Brown rischia di marcare la meta più folle, ma non arriva in tempo sull’ovale. Soffre l’Italia ed è l’Inghilterra ad avere l’ovale in questa prima fase del match. Azzurri che però difendono ordinati, riescono a rubare un paio di ovali anche se l’indisciplina tiene i padroni di casa in zona d’attacco. Così un nuovo fallo italiano al quarto d’ora rimanda Toby Flood sulla piazzola, mentre Clancy avvisa Parisse di smettere con l’indisciplina. Un’ottima maul azzurra è la prima risposta dell’Italia al dominio inglese e porta Luciano Orquera sulla piazzola al 18′.

Ancora una bella fiammata azzurra poco dopo, con Zanni che trova e crea un buco che li porta a un passo dalla meta, ma poi il riciclo non è perfetto e l’Italia commette in avanti. A soffrire, però, troppo è ancora una volta la mischia italiana che concede troppe penalità e fa risalire gli inglesi. Così al 25′ l’Inghilterra ha una buona occasione dopo un’azione prolungata e portata avanti da un Tuilagi inarrestabile. Flood arriva in area di meta ma viene tenuto alto da tre azzurri e l’Italia si salva. L’Italia al 28′ ruba una touche in attacco, ma un avanti fa sprecare una buona occasione, mentre Castrogiovanni deve abbandonare per infortunio. Ma alla mezz’ora erroraccio di Gori che calcia in bocca all’avversario e per evitare il contropiede lo placca senza palla venendo ammonito. L’Italia prova a far passare il tempo, crea qualcosa con Zanni e Parisse, un gradino sopra gli altri, e poi si salva alla prima folata inglese che sfrutta la superiorità numerica. Un fallo in mischia rimanda Flood sulla piazzola e al 38′ si va sul 9-3. Che diventa 12-3 a tempo scaduto, quando l’Inghilterra va vicinissimo alla meta, l’Italia si salva, ma commette fallo con Garcia e manda Flood sulla piazzola.

Ancora i falli a costare all’Italia a inizio ripresa, con De Marchi che commette infrazione in touche e Flood che può allungare ancora. L’Italia ha però una mischia migliore che nel primo tempo e al 48′ ottiene una punizione che Orquera non sbaglia. Poco dopo l’Italia rientra a sorpresa in partita, ottenendo una meritatissima meta dopo quasi 50′ di buon rugby. Toby Flood sbaglia un calcio nel 22′, recupera palla Zanni, passa a Orquera che con un calcetto libera Luke McLean all’ala per la prima meta del match e risultato che va sul 15-11. E l’Italia insiste, Venditti rompe tre placcaggi, arriva al limite dei 22 e l’Inghilterrra è costretta al fallo, rimandando Orquera sulla piazzola che, però, sbaglia.

L’ultimo quarto inizia con l’Inghilterra che si butta in attacco per rimettere in sesto il match e non correre rischi, l’Italia che come sempre difende benissimo e, alla fine, solo un fallo manda Flood di nuovo sulla piazzola per il +7. Italia che però ci crede e si riporta subito in attacco, anche se è difficile trovare spazi nella difesa inglese. L’Inghilterra va avanti a folate, l’Italia si salva più volte, ma con McLean – in splendida giornata – riguadagna metri allontanando il pericolo. E’, addirittura, l’Italia a premere nel finale per ottenere un clamoroso pareggio, chiudendo gli inglesi nei loro 5 metri. Ma manca il guizzo vincente. E’ comunque una grandissima Italia che – bisogna sottolinearlo – ancora una volta si dimostra mentalmente forte quando entra in campo “già sconfitta”. Finisce, così, 18-11 per l’Inghilterra, ma sicuramente è un’Italia che dimostra il carattere e le qualità viste a novembre e all’esordio e non la brutta copia del Murrayfield e contro il Galles.

INGHILTERRA – ITALIA 18-11
Domenica 10 marzo, ore 16.00 – Twickenham, Londra
Inghilterra: 15 Alex Goode, 14 Chris Ashton, 13 Manu Tuilagi, 12 Brad Barritt (67′ Billy Twelvetrees), 11 Mike Brown, 10 Toby Flood, 9 Danny Care (58′ Ben Youngs), 8 Tom Wood, 7 Chris Robshaw (c), 6 James Haskell (50′ Tom Croft), 5 Geoff Parling (46′ Courtney Lawes), 4 Joe Launchbury, 3 Dan Cole, 2 Tom Youngs (72′ Dylan Hartley), 1 Mako Vunipola (58′ Joe Marler).
Italia: 15 Andrea Masi (36′ Tobias Botes, 41′ Andrea Masi), 14 Giovambattista Venditti, 13 Gonzalo Canale, 12 Gonzalo Garcia, 11 Luke McLean (72′ Dylan Hartley), 10 Luciano Orquera, 9 Edoardo Gori (58′ Tobias Botes), 8 Sergio Parisse, 7 Robert Barbieri (63′ Simone Favaro), 6 Alessandro Zanni, 5 Joshua Furno (63′ Francesco Minto), 4 Quintin Geldenhuys (63′ Antonio Pavanello), 3 Martin Castrogiovanni (29′ Lorenzo Cittadini), 2 Leonardo Ghiraldini (59′ Davide Giazzon) 1 Alberto De Marchi (76′ Andrea Lo Cicero).
Arbitro: George Clancy
Marcatori: 3′ cp. Flood, 16′ cp. Flood, 18′ cp. Orquera, 38′ cp. Flood, 40′ cp. Flood, 44′ cp. Flood, 48′ cp. Orquera, 50′ m. McLean, 62′ cp. Flood
Cartellini gialli: 31′ Gori

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