Fondi Lega: i magistrati indagano su fiduciaria panamense in Svizzera

L’inchiesta sulla Lombardia Film Commission si concentra su una fiduciaria panemense basata in Svizzera

L’inchiesta sulla vendita gonfiata dell’immobile per la Lombardia Film Commission si concentra su una fiduciaria panamense basata in Svizzera. I vertici della Lega continuano a dirsi estranei ad ogni addebito, ma le indagini della Procura di Milano e della Guardia di Finanza vanno avanti dopo aver posto agli arresti domiciliari tre commercialisti vicini al partito di Matteo Salvini. I magistrati vogliono scavare nella destinazione finale di una parte della provvista di quasi 300mila euro creata tramite la presunta operazione immobiliare illecita. Per poter seguire i flussi di denaro, nei giorni scorsi i pm milanesi hanno avviato una rogatoria in Svizzera.

Matteo Salvini, impegnato nel suo tour elettorale per le prossime Regionali, ha risposto così ai giornalisti presenti Ariano Irpino (Avellino): “Non sono preoccupato per la semplice ragione che non ci sono i motivi per esserlo”. Intanto, la stessa Procura di Milano chiarisce con una nota alcune circostanze relative alla cena del 29 maggio scorso tra lo stesso leader della Lega, il senatore Roberto Calderoli e i commercialisti Andrea Manzoni e Stefano Borghesi. “In relazione ad alcuni articoli apparsi sui giornali, la Procura di Milano precisa che, nel corso di quell’incontro, non era attivo nessun microfono o captatore informatico”, le parole del procuratore Francesco Grieco.

Insomma, contrariamente a quanto riportato da alcune indiscrezioni giornalistiche, non c’è alcuna intercettazione che coinvolgerebbe Salvini e i commercialisti finiti nell’inchiesta. Nelle indagini, sottolinea ancora la Procura di Milano, “il captatore Trojan era attivo soltanto sui telefoni del commercialista Michele Scillieri e del presunto prestanome Luca Sostegni”.