Direzione Pd vota per il Sì al referendum. Zingaretti: “Abbiamo pagato un prezzo per la salvezza della Repubblica”

Il segretario dem: “Il sì al referendum sia accompagnato da una raccolta di firme per il bicameralismo differenziato”

La direzione nazionale del Partito democratico approva la proposta del segretario Nicola Zingaretti di votare Sì al referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari del 20-21 settembre prossimi. La direzione dem ha fatto passare a larga maggioranza, con votazione online, la proposta del segretario. 188 i voti favorevoli e 18 i contrari, 8 gli astenuti, mentre 11 non hanno partecipato al voto.

Con voto separato la direzione Pd ha approvato la relazione di Zingaretti con 213 voti a favore e un astenuto, in 6 non hanno invece partecipato al voto. Il segretario in direzione rivendica la scelta di dar vita al governo con il M5S: “Il Pd in questo scenario così denso di rischi e così ricco di opportunità è al governo del Paese. Rivendico la scelta di dare vita al governo, sofferta anche da me, ma lungimirante”.

Nello stesso tempo Zingaretti ritiene “paradossale” che a livello regionale non si sia percorsa la strada dell’alleanza, Liguria a parte: “Alle regionali i candidati del Pd sono presenti ovunque e ogni altra candidatura è velleitaria: nessun altro candidato ha possibilità di battere le destre”.

Il segretario pur schierando il partito per il Sì al referendum ha comunque accolto la proposta di Luciano Violante “di accompagnare la campagna per il sì al referendum con una raccolta di firme per il bicameralismo differenziato. Sarà un modo, pur con scelte diverse che ci saranno, di unire il Pd”.

Zingaretti aggiunge: “Abbiamo dovuto pagare un prezzo nel nome della salvezza della Repubblica, senza questo governo non avremmo potuto affrontare la pandemia. Il populismo, il nazionalismo, una volta andato al governo genera problemi anziché soluzioni, come si vede in altre parti del mondo. Oggi abbiamo un orizzonte diverso rispetto a un anno fa, l’Italia guida il rinnovamento dell’Europa, dall’altra parte c’era chi lavorava a una Italexit. Ma attenzione: c’è ancora un consenso forte, roccioso”.

Il segretario Pd rivendica quanto ottenuto dall’Europa: “Se l’Italia ha davanti a sé una occasione storica per modernizzare il Paese con i 209 miliardi che arriveranno dall’Ue è merito innanzitutto del Pd. Abbiamo reagito con tutte le nostre forze per questo risultato: anche i M5s erano fino a un anno fa tra gli euroscettici. Iniziamo quindi dal lavoro fatto, partiamo e pensiamo ora alle prove che ci attendono sapendo che non possiamo sbagliare. Non è in gioco una alleanza di governo, non è in gioco il Pd, ma è in gioco la tenuta del Paese nei prossimi anni”.

Zingaretti ribadisce anche la necessità di dire sì al Mes, definito “una linea di credito molto vantaggiosa per rinnovare la sanità”. Infine, rivolto agli alleati ma anche ai suoi, Zingaretti chiarisce: “Noi siamo al governo finché questo governo fa cose utili, Perché se ci fossero troppi nodi aperti, e la situazione della Repubblica dovesse peggiorare, il nostro impegno sarebbe inutile. Ma non credo che siamo in questa situazione”.

Ultime notizie su Referendum

Tutto su Referendum →