Berlusconi, riforme o pagliacciate?

La stampa estera tuona contro Silvio Berlusconi. Il Financial Times scrive che il Cavaliere “non è un fascista” ma rappresenta un “pericolo, in primo luogo per l’Italia, ed è un esempio negativo per tutti”. Non è da meno l’Indipendent che, per screditare il leader del Pdl, punta i riflettori sul caso Noemi. Questi giornali sono

La stampa estera tuona contro Silvio Berlusconi.

Il Financial Times scrive che il Cavaliere “non è un fascista” ma rappresenta un “pericolo, in primo luogo per l’Italia, ed è un esempio negativo per tutti”.

Non è da meno l’Indipendent che, per screditare il leader del Pdl, punta i riflettori sul caso Noemi.

Questi giornali sono troppo lontani per mettere a fuoco la realtà italiana o sono sulla giusta “frequenza” per giudicare il nostro Premier?

A “freddo”, l’impressione è che, sotto elezioni, Berlusconi cerchi sempre un “qualcos’altro” per tenere alta la tensione, distrarre la gente dai problemi reali del Paese e dalle sue continue beghe personali.

In oltre 60 anni, mai nessun capo del governo ne ha avute tante, di beghe.

Sul piano politico, che dire della trovata della campagna di firme per una legge popolare sulla riduzione dei parlamentari?

“E’ un gigantesco imbroglio –chiosa Massimo D’Alema – perchè si tratta di un tema condiviso”. E Pier Ferdinando Casini aggiunge: “E’ il solito diversivo, come l’abolizione delle province: prima l’ha promesso e poi non ha fatto nulla”.

E’ un fatto che ieri c’è stato un passaggio che mette a nudo le reali intenzioni del Premier. Quando il Pd al Senato ha chiesto di mettere all’odg dei lavori la riforma delle Camere, la maggioranza di governo ha votato contro.

Questa della raccolta di firme è una pagliacciata da “caudillo”. D’altronde il Cavaliere non è forse leader eletto dal Pdl a vita, peggio di Chavez?

Il bello è che l’opposizione non sa fare altro che andare dietro a certe pagliacciate. Il cane che si morde la coda. E gli italiani stanno a guardare.