COVID-19 negli USA, 36mila casi e mille morti in 24 ore. Trump: “Vaccino a novembre”

La pandemia di COVID-19 non dà tregua agli Stati Uniti, ma il Presidente Trump sembra più interessato alla rielezione che a contenere il contagio.

Gli Stati Uniti sono ancora nel pieno della prima ondata di COVID-19, che ormai da mesi non solo non accenna a rallentare, ma continua a crescere in modo preoccupante mentre l’unica preoccupazione del Presidente Donald Trump sembra quella di non lasciare la Casa Bianca dopo le elezioni del prossimo novembre.

Nelle ultime 24 ore da una parte all’altra del Paese sono stati registrati 36.970 nuovi casi di COVID-19 e ben 1.056 decessi legati all’infezione, in linea con quanto accaduto nei giorni precedenti:

  • 2 settembre 2020: 41.211 nuovi casi e 1.090 decessi
  • 1 settembre 2020: 41.980 nuovi casi e 1.164 decessi
  • 31 agosto 2020: 38.571 nuovi casi e 512 decessi
  • 30 agosto 2020: 33.991 nuovi casi e 369 decessi
  • 29 agosto 2020: 42.678 nuovi casi e 954 decessi
  • 28 agosto 2020: 49.690 nuovi casi e 1.105 decessi

La situazione è ormai fuori controllo, non esistono di fatto misure anti-COVID a livello federale e la responsabilità viene lasciata ai singoli cittadini, invitati a prestare la massima attenzione mentre il fronte No-Mask è più folto che in altri Paesi. Le priorità del Presidente Donald Trump sono altre, anche perché a più riprese gli esperti hanno sottolineato che, vista la situazione, è ormai troppo tardi per riprendere il controllo della pandemia del Paese.

La speranza è rivolta verso il vaccino contro il COVID-19 ed è su questo che sta battendo Trump con un solo obiettivo: essere rieletto e restare così altri 5 anni alla Casa Bianca, anche se per raggiungere questo scopo è necessario mentire in modo plateale. E così, mentre si avvicina il giorno delle elezioni, il 3 novembre prossimo, l’amministrazione Trump ha chiesto agli Stati USA di tenersi pronti per la somministrazione del vaccino entro la fine di ottobre, poco meno di due mesi da oggi.

Nessuna certezza, ovviamente, ma un invito a tenersi pronti nel caso in cui il vaccino sarà pronto prima del previsto. L’obiettivo, tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre, è quello di far partire la distribuzione del vaccino tra i lavoratori sanitari e i gruppi della popolazione più a rischio. E questo, nell’ottica di chi vuol farsi rieleggere ad ogni costo, può essere sufficiente a dare la speranza a milioni di cittadini che ormai da mesi, senza leadership, stanno combattendo con un virus che in decine di altri Paesi viene ormai tenuto sotto controllo.

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