Bengasi: due pescherecci italiani sequestrati da militari libici

Altri due motopesca sono riusciti a evitare il sequestro ma i comandanti sono stati prelevati dalle imbarcazioni

Due pescherecci italiani sono stati sequestrati da militari al largo della Libia e portati nel porto di Bengasi. A riferirlo il sindaco di Mazara del Vallo e la Capitaneria della città del trapanese.

Gli equipaggi di entrambi i pescherecci sequestrati, Medinea e Antartide, appartenenti alla Marineria di Mazara, si troverebbero ora a bordo degli stessi. Le imbarcazioni sono state intercettate a circa 35 miglia dalle coste di Bengasi.

Altri due motopesca italiani, l’Anna madre di Mazara del Vallo e il Natalino di Pozzallo, sarebbero invece riusciti ad allontanarsi e a sventare il sequestro, ma i due comandanti sono stati caricati su un gommone della Marina militare libica insieme ai marittimi dei primi due pescherecci sequestrati.

Mentre i comandanti dei quattro motopesca venivano fatti salire sul gommone dei militari libici, l’Anna Madre e il Natalino ne hanno approfittato per invertire la rotta e fuggire. In tutto sono trattenute nel porto di Bengasi 18 persone: tutte stanno bene, fa sapere l’armatore dell’Antartide. La Farnesina, attraverso l’Unità di crisi, sta seguendo attentamente la situazione.

Secondo il fattoquotidiano.it, le autorità marittime di Bengasi, controllate dall’uomo forte della Cirenaica, il generale Khalifa Haftar, contestano agli equipaggi delle barche sequestrate il non rispetto della Zona economica esclusiva (Zee) estesa dal 2005 fino a 74 miglia dai libici, sulla base della convenzione di Montego Bay adottata in modo unilaterale nel 1982 dall’allora rais Muhammar Gheddafi.

(in aggiornamento)

I Video di Blogo.it