Azzolina: “Nessuno in Europa si è impegnato come l’Italia per la scuola”

La ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, ha inviato una lettera al personale scolastico a due settimane dalla riapertura degli istituti

La ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, ha inviato una lettera a presidi, docenti e tutto il personale scolastico in generale a due settimane dall’inizio dell’anno scolastico. “Lavoriamo tutti insieme e riconsegniamo le scuole ai nostri studenti: il Paese ce ne sarà riconoscente – esordisce Azzolina – Abbiamo una responsabilità storica grande. Sarà un anno duro. Ma anche l’inizio di un percorso diverso. Avremo le risorse dall’Europa con cui costruire la scuola di domani, a partire dagli insegnamenti di questi mesi. Abbiamo le idee e il coraggio per realizzarle”.

Azzolina: “Respingeremo le insinuazioni”

In queste settimane sono giunte tante critiche alla ministra, principalmente dall’opposizione, ma non sono mancate anche punzecchiature da alcuni esponenti di maggioranza, soprattutto quelli facenti capo a Italia Viva di Matteo Renzi. Per la Azzolina si tratta solo di insinuazioni, che non fermeranno il programma di governo per la riapertura degli istituti scolastici. “Respingeremo sempre con forza le insinuazioni che mirano a gettare discredito sulle istituzioni scolastiche e soprattutto su chi ci lavora. Come quelle che danno già per certa una fuga ipotetica di insegnanti dalle classi. O le narrazioni secondo cui non ci saranno corsi di recupero perché i docenti si rifiutano di farli. Traduzioni semplicistiche – insiste – che rischiano di fare danno al sistema. Dimostriamo ancora una volta che il corpo dei docenti è sano. Composto da insegnanti che ci credono. Che amano il proprio lavoro e lo svolgono con professionalità e impegno”.

In molti sostengono che la scuola sia in ritardo, gli stessi governatori, sindaci e presidi chiedono maggiori risorse. La ministra si difende ancora: “Già a giugno è stato varato il Piano per la ripartenza di settembre, preparato insieme ai tanti attori del sistema scolastico e istituzionale. Da allora non ci siamo mai fermati. Abbiamo collaborato con le autorità sanitarie per avere regole condivise. E se queste si sono evolute nel corso dell’estate – aggiunge – è perché il quadro di una pandemia non è una fotografia, non è statico, e al mutare delle condizioni la politica può e deve prendere nuove decisioni. Lo abbiamo fatto. Oggi abbiamo regole chiare, tra le più rigorose in Europa”. “Ci troveremo a convivere con regole di sicurezza da rispettare e con una maggiore attenzione agli aspetti sanitari. Non era mai successo prima. So che c’è preoccupazione, è comprensibile. Ci darà sostegno la garanzia del gran lavoro fatto. Lo dico senza alcun trionfalismo, ma con soddisfazione: dati alla mano, nessuno in Europa si è impegnato così tanto nei mesi estivi per preparare la scuola a questa nuova stagione”, dice sicura.

Mentre l’OMS mette in guardia proprio sul numero di studenti in ciascuna classe, riaprendo alla didattica a distanza, Azzolina è sicura che l’Italia scongiurerà questa possibilità. “Porteremo avanti questo percorso. Così come dobbiamo immaginare e realizzare un Piano pluriennale di investimenti sull’edilizia scolastica, grazie all’impiego delle risorse provenienti dal cosiddetto Recovery Fund. Abbiamo un obiettivo preciso, da raggiungere in tempi certi: dotare il nostro Paese di scuole migliori, più sicure e funzionali alle esigenze di studentesse e studenti”, conclude la ministra.

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