Bersani dice “no” alla patrimoniale: “Non sono Robespierre!”. Ma la Cgil protesta

Mentre a destra si arriva a contorsionismi da miracolo, come quello di mettere insieme Storace con Pannella, a sinistra si trova sempre il modo di dividersi, cercando il pelo nell’uovo. Della serie come farsi del male a poco più di un mese dalle elezioni politiche il Pd e la Cgil (alias Bersani e Camusso) trovano

Mentre a destra si arriva a contorsionismi da miracolo, come quello di mettere insieme Storace con Pannella, a sinistra si trova sempre il modo di dividersi, cercando il pelo nell’uovo. Della serie come farsi del male a poco più di un mese dalle elezioni politiche il Pd e la Cgil (alias Bersani e Camusso) trovano il modo di beccarsi sulla patrimoniale, una bomba ad orologeria pronta ad esplodere in ogni campagna elettorale.

La Cgil, si sa, è oggi un sindacato autonomo e non esegue la linea di nessun partito. Ma si sa anche che nel più grande sindacato italiano, nessuno dei suoi cinque milioni di iscritti vota per Berlusconi ma quasi tutti votano per il Partito democratico e una minoranza per liste e candidati più a sinistra. Si dirà: meglio la chiarezza che l’ambiguità. Sì, ma così alla fine si rischia di alimentare solo confusione, nuove divisioni, dispersioni di voti. Cui prodest?

Al mattino tuona Pierluigi Bersani: “Non voglio fare Robespierre o Saint-Just: niente patrimoniale ma solo la tracciabilità fiscale”. Al pomeriggi, a breve giro di posta, replica secca il segretario generale della Cgil Susanna Camusso: “ “Noi pensiamo che sia indispensabile fare la patrimoniale in questo Paese. Non ci raccontino che c’è già”. “Oggi – ha spiegato Camusso, ripresa dalle agenzie di stampa Ansa e Adnkronos – c’è una straordinaria diseguaglianza tra chi paga regolarmente le tasse sul suo reddito e sulla casa e chi invece non paga sulla multi proprietà immobiliare e sulle rendite”. “Ed è su questo – ha continuato Camusso – che bisogna ricongiungere la forbice applicando la regola fondamentale, prevista dalla costituzione, che la tassazione è progressiva sul reddito delle persone”.

Secondo il leader Cgil “ci vuole una patrimoniale e ci vuole un riordino finanziario, e sarebbe ingiusto che ci fosse solo la patrimoniale su chi denuncia le sue ricchezze e il ‘salvi tutti’ dei tanti che non denunciano i propri redditi e le proprietà. Ci vuole una patrimoniale e contemporaneamente una lotta all’evasione fiscale che guardi anche al mondo del lavoro sommerso”. L’Imu, per Camusso, è “una quota della tassazione dei patrimoni, ma non sufficiente a ricostruire un punto di equilibrio sulla progressività fiscale e sulla giustizia fiscale che è necessaria”.

Ecco, avanti così. A quando il carico da 90 del leader della Fiom Landini? Tanto, ad eliminare i sindacati (oltre a Marchionne), ci pensa Grillo. Taca banda!