Scuola: terminato vertice governo-regioni, nulla di fatto

Si è concluso con un nulla di fatto il vertice in videocall tra governo centrale e regioni a pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico

Nulla di fatto tra governo centrale e regioni a pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico. A lamentarsi è il governatore della Liguria, Giovanni Toti, che ha affidato al proprio profilo Facebook ufficiale lo sfogo. “Ancora una volta l’ennesima riunione con il Governo, a ormai pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico, si è conclusa con un nulla di fatto: nessuna decisione sull’uso o meno delle mascherine in aula, né sulle modalità di rientro, così come sul trasporto pubblico locale”, sottolinea il presidente della Regione Liguria.

La riunione in videoconferenza si è conclusa senza alcun accordo definitivo, soprattutto in merito all’utilizzo e al distanziamento sui mezzi pubblici. La ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, ha conferma che “grazie alle risorse stanziate, ci saranno oltre 70mila unità di organico in più tra docenti e personale Ata”. Ovviamente, non basta, come hanno sottolineato diversi governatori che hanno preso parte alla videocall assieme alla stessa Azzolina, ai ministri della Salute Roberto Speranza, dei Trasporti Paola De Micheli, degli Affari regionali Francesco Boccia, oltre al presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini, il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli, il coordinatore del Comitato tecnico scientifico Agostino Miozzo, il commissario Domenico Arcuri e i rappresentanti di Anci e Upi.

Toti: “Governo si assuma responsabilità”

“Se si decide – insiste Toti – di far tornare sempre di più un Paese alla normalità, dopo l’emergenza Covid, soprattutto in previsione delle riaperture delle scuole, bisogna essere in grado anche di assumersi delle responsabilità. Ad esempio, è impensabile far tornare le persone al lavoro e agli impegni scolastici e post scolastici con le regole ventilate in questi giorni dal Governo per il trasporto pubblico locale. Dobbiamo banalmente fare i conti con i mezzi che abbiamo a disposizione e, per garantire che tutti possano arrivare a destinazione nei tempi previsti, sul posto di lavoro o a lezione, è indispensabile che non vengano disposte regole che poi alla realtà dei fatti risulterebbero totalmente inapplicabili. Pensare di non far occupare, per esempio, tutti posti a sedere su un autobus – conclude – è completamente lontano dalla realtà”.

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