Trattativa Stato-Mafia: la lettera di minacce a Massimo Ciancimino

Ieri abbiamo parlato della ripresa degli interrogatori a Massimo Ciancimino all’interno dell’inchiesta sulla cosiddetta trattativa tra stato e mafia, ma soprattutto delle novità riguardanti uomini dei servizi segreti coinvolti nella vicenda. Le indagini rivolte a scoprire l’identità dei due uomini legati alle istituzioni ed ai servizi, l’ormai famoso “Signor Franco” ed il suo guardaspalle, hanno

di fabio



Ieri abbiamo parlato della ripresa degli interrogatori a Massimo Ciancimino all’interno dell’inchiesta sulla cosiddetta trattativa tra stato e mafia, ma soprattutto delle novità riguardanti uomini dei servizi segreti coinvolti nella vicenda.

Le indagini rivolte a scoprire l’identità dei due uomini legati alle istituzioni ed ai servizi, l’ormai famoso “Signor Franco” ed il suo guardaspalle, hanno subìto un’accelerazione dopo le minacce ricevute tramite lettera anonima da Ciancimino jr. di cui abbiamo accennato ieri e che potrebbero essere state scritte proprio dal secondo uomo. E’ bene riportarne i contenuti.

Signor Ciancimino, spero che questa lettera le sia recapitata, come da mie istruzioni, nella giornata del 2 aprile, lei sa a cosa mi riferisco. Consideri queste poche righe come un buon consiglio dato da una persona che anche suo padre ha saputo apprezzare e stimare, e che comunque oggi è a conoscenza di fatti e circostanze tali da poterle essere, forse, ancora di aiuto.

La lettera di minacce, riportata da Lucentini su L’Espresso, inizia così e con cinque proiettili di kalashnikov a rafforzare l’intimidazione. La giornata del 2 aprile corrisponde alla data di nascita del padre di Massimo, Vito Ciancimino, considerato ormai il fulcro di quella trattativa tra Cosa Nostra e parti deviate dello stato.

Il dovere mi impone di avvisare chi come lei, ignaro del disegno altrui, oggi rappresenta uno strumento di lotta. Questo non solo per il mio ruolo svolto per il paese, ma sicuramente per l’esperienza accumulata in tanti anni di onorati servizi resi. Equilibri e democrazia costituiscono le basi per un nuovo percorso di globalizzazione ed integrazione che con molto sacrificio il paese sta attraversando. In questo momento molto difficile per la nostra democrazia non sono concessi ed ammessi ulteriori sbagli

In questa parte del testo l’anonimo si accredita proprio come un servitore dello Stato nonché come un portavoce di un disegno politico più ampio rivolto all’equilibrio, la democrazia, l’integrazione. Se veritiera la lettera fornirebbe una lettura di conferma proprio di quelle relazioni tra l’associazione mafiosa e lo Stato per portare avanti interessi comuni e condivisi.

Ma dopo queste belle parole si torna alle minacce vere:

Le assicuro che banali ed elementari tecniche di tutela civile a protezione di questi soggetti non costituiscono alcun ostacolo ai nostri scopi

Viene spiegato come le tecniche di protezione dei testimoni o la scorta per i pubblici ministeri siano ostacoli assolutamente aggirabili. L’elenco dei nomi dei “soggetti” attaccabili scritti poco sotto sono lo stesso Ciancimino, il pentito Gaspare Spatuzza, il procuratore di Caltanissetta Sergio Lari, i Pm Antonio Ingroia e Nino Di Matteo. Vengono nominati anche Michele Santoro, Claudio Martelli e Luciano Violante, ma che non dovrebbero essere soggetti diretti delle minacce.

La successiva analisi politica e filo-governativa, che ricorda tanto le parole del nostro Premier pronunciate poche giorni dopo, farebbero sorridere se non fossero accompagnate da proiettili.

Oggi lei e le sue dichiarazioni contribuiscono ad infangare illustri personaggi che hanno lavorato per potere garantire una Italia libera ed anticomunista. Mentre oggi il nostro governo tenta di salvare posti di lavoro, milioni di euro di ignari contribuenti e numerosi servitori dello stato vengono impegnati in inutili inchieste che altro non fanno che mortificare l’immagine del nostro paese […] La nostra è una grande cultura di libertà e democrazia, questa cultura oggi le permette di esibirsi in pantomime giudiziarie, complice di magistrati e giornalisti di fede comunista, ultimo misero strumento di un piano eversivo e destabilizzante. La libertà, come qualsiasi organismo vivente, talvolta genera tumori. M. Ciancimino – G- Spatuzza – A. Ingroia – S. Lari – A. Di Matteo – C. Martelli – M. Santoro – L. Violante

In chiusura della lettera l’anonimo “servitore del paese” ricorda il suo allegato intimidatorio ed il numero ben preciso, cinque, corrispondenti presumibilmente ad altrettanti obiettivi. Anche se i nomi elencati sono otto.

Sappiamo tutto sul contenuto delle deposizioni fatte con i magistrati S. Lari e compagni ed A. Ingroia e compagni, ulteriore aggressione intrapresa col fine di coinvolgere e infangare illustri servitori dello Stato, uomini che a differenza di taluni magistrati hanno anteposto i più alti ed onorabili valori alla loro stessa esistenza. Un consiglio, vada via dall’Italia, taluni crediti non possono essere più posticipati. Sono state disposte più operazioni a garanzia della democrazia, tutte in attesa di essere eseguite. Un solo fine frutto di più azioni, cinque, un numero che dovrebbe farla riflettere, le mie credenziali in busta

Dopo le minacce ricevute da Ciancimino jr. non sembrano essere state intraprese azioni di maggiore protezione per i magistrati, ma anzi sembra esserci un incomprensibile silenzio sulla trattativa. Non se ne parla “Né a destra, né a sinistra”, come scrive giustamente Salvo Palazzolo ed un motivo probabilmente c’è.

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