Bielorussia, Ue: “Non riconosciamo il risultato del voto” | Lukashenko: “Occupatevi dei vostri problemi”

Sono tre le vittime della repressione dall’inizio della protesta

L’Unione europea non riconosce il risultato delle elezioni in Bielorussia del 9 agosto scorso che hanno riconfermato presidente Lukashenko, da 26 anni alla guida del Paese.

Il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, dopo il vertice straordinario Ue convocato in videoconferenza sulla Bielorussia ha detto che a breve Bruxelles stabilirà sanzioni contro “un numero consistente di persone responsabili di violazioni dei diritti, di violenze e di brogli elettorali”.

Michel ha affermato che: “Il futuro della Bielorussia deve essere deciso dal popolo in Bielorussia, non a Mosca o Bruxelles. Dobbiamo avviare tutti gli sforzi per rendere possibile il dialogo nazionale. Dobbiamo sostenere tutti gli sforzi per una soluzione positiva e per garantire un processo democratico. Per noi è chiaro che il popolo bielorusso ha il diritto fondamentale di eleggere liberamente la propria leadership”.

La presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen ha aggiunto che l’Ue “è pronta ad accompagnare la transizione di potere pacifica e democratica in Bielorussia. Noi siamo al fianco del popolo bielorusso, che vuole libertà fondamentali e democrazia”.

Il padre-padrone del Paese Lukashenko per tutta risposta ha invitato i paesi europei/occidentali a farsi i fatti propri: “Consiglierei semplicemente che prima di puntare il dito contro di noi, mettessero nell’agenda delle loro riunioni i temi dei gilet gialli in Francia, i terribili disordini negli Stati Uniti” o “le proteste che ci sono state contro il lockdown in Germania e in altri Paesi europei”.

Per Mosca al momento “non c’è necessità che la Russia aiuti la Bielorussia con lo strumento militare o altrimenti. La crisi in corso è una questione interna che i bielorussi devono risolvere da soli. Attualmente non c’è bisogno dell’aiuto previsto fra i Paesi che aderiscono al Trattato per la sicurezza collettiva e dal Trattato sull’unione”, ha detto il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov.

Intanto c’è una terza vittima delle proteste in strada scoppiate in Bielorussia: da ultimo, come confermato dalle stesse autorità, un 43enne è morto in un ospedale militare. L’uomo era stato colpito da un proiettile in una manifestazione a Brest, martedì scorso, secondo quanto riferito dalla famiglia. I manifestanti arrestati dal 9 agosto sarebbero oltre 6mila.

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