Discoteche, il sindacato dei gestori fa ricorso al Tar: chiesta l'”immediata riapertura dei locali”

Parla il presidente del Silb, sindacato dei locali da ballo.

I gestori delle discoteche non ci stanno e prendono provvedimenti contro il decreto che ne ha stabilito la chiusura almeno fino al 7 settembre. Il Silb, sindacato dei locali da ballo, per bocca del suo presidente Maurizio Pasca, ha fatto sapere di essere pronto allo scontro con il governo Conte 2 e per questo presenta ricorso al Tar del Lazio. Intanto domani ci sarà l’incontro con il ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli per parlare dei rimborsi.

Pasca, ancora prima che si riunisse il direttivo del Silb, ha detto:

“Hanno colpito noi, quando la movida è ovunque. Si guardi che succede negli stabilimenti balneari e sulle spiagge, è evidente che il problema non sono i locali da ballo”

Dopo il direttivo, ad Adnkronos Pasca ha detto:

“Abbiamo fatto un consiglio direttivo e abbiamo deliberato di fare un ricorso al Tar Lazio contro il decreto del Ministro Speranza. Lo presenteremo domani mattina per chiedere la riapertura immediata dei nostri locali”

Poi ha aggiunto:

“Ci sono motivi infondati per la chiusura. Il distanziamento sociale non è mantenuto ovunque, basti pensare ai treni, agli stabilimenti balneari: perché penalizzare solo il settore dell’intrattenimento? Se c’è qualcuno che non rispetta le regole va sanzionato o chiuso, ci mancherebbe, ma non può essere penalizzato tutto un settore perché un singolo non rispetta le regole. Sono molti i gestori dei locali ad aver sanificato, ad aver misurato la temperatura all’ingresso e preso le generalità. Le azioni vanno adottate nei confronti dei singoli, non è giusto generalizzare”

Sull’incontro di domani con Patuanelli, Pasca ha detto a Repubblica:

“Chiederemo al ministro dove pensa che si riunirà adesso chi andava in discoteca. Da sempre la nostra associazione si batte contro l’abusivismo e con questa norma invece lo si incentiva”

E ha continuato:

“Avevamo detto subito che far rispettare le norme del distanziamento sarebbe stato complicato e proprio per questo il 10 per cento dei nostri associati ha deciso di non riaprire. Ora un nuovo duro colpo alla nostra sopravvivenza. Domani parleremo di rimborsi, ma intanto presentiamo il ricorso al Tar”

Pasca ha anche sottolineato che il settore “è al collasso” e ha detto:

“Siamo inermi, non possiamo effettuare controlli, il Governo non ci dà gli strumenti ma poi ci accusa di ogni nefandezza venga commessa nei nostri locali”

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