I dati smentiscono la propaganda di Salvini: “3-5% di migranti positivi, 25-40% tra chi torna dai viaggi”

I dati del Consiglio Superiore di Sanità smentiscono in modo clamoroso la propaganda di Matteo Salvini e Giorgia Meloni su migranti e COVID-19.

In queste ultime settimane il leader della Lega Matteo Salvini ha detto tutto e il contrario di tutto, ma la sua costante è stata puntare il dito contro i migranti, suo storico cavallo di battaglia. Anche dopo la decisione del governo di chiudere le discoteche in tutto il Paese, l’ex Ministro dell’Interno ha tuonato contro quella decisione, tirando in ballo ancora una volta i migranti in arrivo in Italia:

Anche la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni dà manforte con quella propaganda basata su false informazioni:

I numeri, però, sono ben diversi da quello che la propaganda del centrodestra vuol far credere ai propri sostenitori. Franco Locatelli, presidente del Consiglio Superiore di Sanità e membro del Comitato Tecnico Scientifico, snocciola qualche numero:

A seconda delle Regioni, il 25-40% dei casi sono stati importati da concittadini tornati da viaggi o da stranieri residenti in Italia. Il contributo dei migranti, intesi come disperati che fuggono, è minimale, non oltre il 3-5% sono positivi e una parte si infettano nei centri di accoglienza dove è più difficile mantenere le misure sanitarie adeguate.

Al di là dei casi di migranti sfuggiti ai controlli – e prontamente rintracciati – che si sono contati sulle dita di una mano, il grosso dei contagi è legato a persone residenti in Italia al di là della loro nazionalità e dai cittadini che rientrano in Italia dalle vacanze estive in luoghi più colpiti dal coronavirus come Spagna, Croazia e Grecia.

Ai dati forniti da Locatelli si affiancano quelli dell’Istituto Per gli Studi di Politica Internazionale (ISPI) che fotografano la realtà dei fatti:

E se andiamo indietro di qualche settimana, dall’inizio di marzo al 14 luglio scorso, la situazione non è stata ben diversa:

Il numero va confrontato con i 6.469 migranti sbarcati sulle coste italiane tra inizio marzo e il 14 luglio. In tutto, dunque, solo circa l’1,5% dei migranti sbarcati è risultato positivo. Da non dimenticare inoltre che le positività sono state certificate su gruppi di migranti che avevano condiviso la stessa imbarcazione durante il viaggio, dando credito all’ipotesi che un numero significativo di essi si sia infettato nel corso della traversata.

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