Boccia sulla nuova ondata di contagi: “Le discoteche non dovevano riaprire”

Francesco Boccia, ministro per gli Affari Regionali, ora è sicuro: i contagi aumentano e i locali della movida non avrebbero dovuto riaprire

Il ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia, ha rilasciato oggi un’intervista al quotidiano La Stampa. L’esponente del PD si è soffermato sulla nuova impennata di contagi, che stanno riguardando soprattutto le località turistiche, dove la movida impazza come se i tre mesi di lockdown non siano mai esistiti. “Se i numeri non cambiano – esordisce – sarà inevitabile un freno alla movida selvaggia, la prossima settimana si cercherà di condividere una scelta rigorosa con tutte le Regioni”. Ok la riapertura delle attività produttive per il bene dell’economia del Paese, ma le discoteche non erano propriamente indispensabili: “Le discoteche per noi non andavano proprio riaperte, le linee guida del governo andavano in questa direzione”, aggiunge Boccia.

Il contagio in questi giorni viaggia soprattutto nelle località turistiche, in Puglia e in Calabria gli aumenti più sensibili di casi, per via dei tanti turisti – anche stranieri – che si riversano su spiagge e locali. “Noi gli diciamo: siete autonomi, assumetevi le vostre responsabilità. Purtroppo – insiste Boccia – i numeri non ci confortano, non tanto sul territorio nazionale, quanto sul fronte internazionale. Noi stiamo ovviamente molto meglio degli altri Paesi europei, ma il virus circola, e dobbiamo tenere alta la guardia”.

Boccia: “I gestori dei locali sanno già che chiuderanno di nuovo”

Insomma, dopo Ferragosto potrebbero esserci nuove misure restrittive e di conseguenza saranno necessari nuovi sussidi ad attività e lavoratori che si dovranno fermare nuovamente. “Ma in fondo anche i proprietari e i gestori dei locali si aspettano che non si regga aperti tutto il mese. Le sigle sindacali si sono dimostrate molto responsabili. Se si arriverà alla chiusura – conclude il ministro – è chiaro che si aprirà un’altra questione, quella dei sussidi pubblici al settore, e in quel caso andremo dal buon Gualtieri e cercheremo di capire cosa si può fare”.

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