Arrestato Giovanni Tegano, boss della ‘ndrangheta latitante da 17 anni

Doppio colpo alla ‘ndrangheta. Ieri sera i carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Reggio Calabria hanno arrestato a Melito Porto Salvo Rocco Morabito, 50 anni, figlio del boss Giuseppe “Tiradritto”. L’uomo, ritenuto elemento di spicco della consorteria mafiosa di Africo, era sfuggito alla cattura nell’ambito dell’operazione Reale che nei giorni scorsi ha colpito

Doppio colpo alla ‘ndrangheta. Ieri sera i carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Reggio Calabria hanno arrestato a Melito Porto Salvo Rocco Morabito, 50 anni, figlio del boss Giuseppe “Tiradritto”. L’uomo, ritenuto elemento di spicco della consorteria mafiosa di Africo, era sfuggito alla cattura nell’ambito dell’operazione Reale che nei giorni scorsi ha colpito l’alleanza, e la costituzione di una “commissione provinciale”, tra le cosche di Africo San Luca e Reggio Calabria.

“Finalmente mi avete preso”, ha detto Morabito ai carabinieri che lo hanno intercettato mentre andava dalla sorella a bordo della sua auto. E sempre ieri, nella tarda serata, in località Terreti a Reggio Calabria è stato arrestato Giovanni Tegano, tra i 30 latitanti più pericolosi d’Italia. A catturare il superlatitante, 70 anni, alla macchia dal 1993, gli uomini della Squadra mobile di Reggio. Il boss è stato condannato all’ergastolo per omicidio e associazione a delinquere di tipo mafioso.

Dal 1995 era ricercato in campo internazionale. E parlare dei Tegano significa parlare anche della guerra di mafia che insanguinò Reggio Calabria nella seconda metà degli anni ’80. Le cosche coinvolte erano da una parte i De Stefano, Tegano, Libri, Latella, Barreca, Paviglianiti, Zito, dall’altra le “famiglie” Imerti, Saraceno, Condello, Fontana, Serraino, Rosmini.

Mille morti ammazzati in poco più di sei anni. Condello aveva determinato la vittoria di un cartello che grazie a lui poteva contare su killer spietati. Da una parte i Condello-Imerti e una serie di altre famiglie mafiose. Dall’altra i De Stefano-Tegano. Inizialmente il boss era legato ai De Stefano. Il “Supremo” aveva cementato l’alleanza con la cosca di Archi grazie le sue stesse nozze.

E ancora:

Accanto a Pasquale, sull’altare avevano preso posto i “compari d’anello” (nella tradizione calabrese così si chiamano gli amici che donano l’anello nuziale alla sposa) Paolo De Stefano e Giovanni Fontana. Una saldatura arrivata a seguito del primo scontro di mafia che si trascinò fino alla fine degli anni ’70. Tutto Cambia nel febbraio del 1985 con un altro matrimonio, quello dello stesso Antonino Imerti con una cugina di Pasquale Condello.

La seconda guerra di mafia iniziò con i due tentativi di assassinio di Imerti, ma Condello uscì indenne anche da questo terremoto. Poi l’autobomba che fece saltare in aria il capo degli avversari, Paolo De Stefano. Condello in quegli anni comandava un gruppo di fuoco imponente. Al punto da spostare gli equilibri tra i due casati che si affrontarono per le strade della città a colpi di bazooka. Anni terribili, di morte. A Reggio le squadre di killer si affrontavano per strada. E per diventare un obiettivo era sufficiente un rapporto di parentela anche lontana, o una semplice conoscenza sbagliata. (Archivio La Repubblica).

Condello, “volto delle cosche che trattano con politica ed economia” come lo definì uno dei pm del processo Ligato, ora sta scontando quattro ergastoli. Nel 2004 venne arrestato anche Orazio De Stefano in un lussuoso appartamento a Reggio Calabria. Sposato dal dicembre del 1985 con Antonietta Benestare, nipote di Pasquale e Giovanni Tegano, il boss aveva preso le redini del clan alleato dei Tegano dopo la morte del fratello Paolo, ucciso nel 1985.

Quell’agguato aveva scatenato a Reggio Calabria la guerra di mafia andata avanti fino agli inizi degli anni ’90 provocando, come detto, centinaia di morti. Sulle circostanze dell’arresto di Tegano, in piena attività secondo gli investigatori, ci informa Reggio Tv:

Nella tarda serata gli investigatori hanno fatto irruzione in una abitazione in localita’ Perretti di Reggio Calabria. Nell’appartamento e’ stato trovato Giovanni Tegano in compagnia di altre persone che non hanno opposto resistenza. I poliziotti hanno provveduto all’identificazione di tutti i presenti e successivamente li hanno arrestati. Sulle modalita’ dell’arresto gli agenti mantengono il massimo riserbo perche’ sono in corso ancora una serie di accertamenti e verifiche.

Successivamente al boss, visibilmente sorpreso per il blitz che ne ha determinato l’arresto, sono stati notificati una serie di provvedimenti restrittivi per associazione a delinquere di tipo mafioso, traffico di armi ed altri reati.

Oggi alle 11:00 presso la Questura di Reggio Calabria è prevista una conferenza stampa cui parteciperanno il procuratore Giuseppe Pignatone, il Questore, Carmelo Casabona, ed il capo della Squadra mobile, Renato Cortese.

Ultime notizie su Ndrangheta

Tutto su Ndrangheta →