COVID-19, ECDC: “I focolai nelle scuole sono più difficili da identificare”

Il Centro Europeo per il Controllo delle Malattie spiega che non ci sono evidenze di una correlazione tra la ripresa delle lezioni e l’aumento significativo dei contagi da COVID-19.

A poche settimane dalla riapertura delle scuole in Italia, e a pochi giorni dal rientro in classe per milioni di studenti nel resto d’Europa, il Centro Europeo per il Controllo delle Malattie (ECDC) ha pubblicato un documento in cui mette nero su bianco che ad oggi non ci sono evidenze di una correlazione tra la ripresa delle lezioni e l’aumento significativo dei contagi da COVID-19.

Ci sono evidenze pubblicate contrastanti sull’impatto della chiusura e della riapertura delle scuole sulla trasmissione comunitaria, anche se le evidenze dal contact tracing nelle scuole e dati osservazionali da diversi paesi europei suggeriscono che la riapertura non è associata con un aumento significativo.

Non una certezza, insomma, ma un’analisi basata anche sul fatto che il COVID-19 non sembra colpire in modo importante i bambini e adolescenti al di sotto dei 18 anni. È vero, però, che in molti Paesi UE, a cominciare dall’Italia, si è optato subito per la chiusura delle scuole. In Francia, nonostante l’ordine di lasciare aperte le scuole nella prima fase dell’epidemia, moltissime regioni hanno preferito lasciarle chiuse per timore di focolai difficili da controllare.

Gli esperti europei, però, scrivono anche che eventuali focolai legati al ritorno a scuola potrebbero essere difficili da identificare a causa dell’assenza di sintomi nei bambini:

Anche se ci sono pochissimi focolai documentati nelle scuole, questi sono comunque possibili, e potrebbero essere più difficili da trovare per la relativa mancanza di sintomi nei bambini.

Il Centro Europeo per il Controllo delle Malattie (ECDC) conclude la sua analisi sottolineando che la sola chiusura delle scuole non può ritenersi l’unica misura di controllo dell’epidemia da attuare:

Le evidenze disponibili indicano che è poco probabile che la chiusura delle istituzioni educative sia efficace come unica misura di controllo, e queste chiusure difficilmente forniscono una protezione aggiuntiva alla salute dei bambini, considerato che la maggior parte sviluppa una forma molto leggera di COVID-19. Le decisioni in merito dovrebbero essere raccordate con altre misure di distanziamento adottate nelle comunità.

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