Trattativa Stato-Mafia: Massimo Ciancimino interrogato sull’identità del Signor Franco e la collusione di politici

Continuano le indagini sulla cosiddetta trattativa stato-mafia di cui ci stiamo occupando ormai da tempo. Protagonista indiscusso dell’indagine di cui sono titolari i Pm Antonio Ingroia e Nino Di Matteo è Massimo Ciancimino che proprio oggi è stato nuovamente interrogato per fornire dettagli su alcuni nomi di politici coinvolti nella vicenda ed annotati con cura

di fabio



Continuano le indagini sulla cosiddetta trattativa stato-mafia di cui ci stiamo occupando ormai da tempo. Protagonista indiscusso dell’indagine di cui sono titolari i Pm Antonio Ingroia e Nino Di Matteo è Massimo Ciancimino che proprio oggi è stato nuovamente interrogato per fornire dettagli su alcuni nomi di politici coinvolti nella vicenda ed annotati con cura dal padre Vito nei documenti ritrovati nella villa di Baida, a Palermo.

Nei giorni scorsi Ciancimino aveva identificato in Procura il famoso “Signor Franco”, l’uomo delle istituzioni e dei servizi segreti di cui abbiamo parlato qui, ma soprattutto all’interno dello speciale sul processo Mori, che aveva rapporti privilegiati con Vito Ciancimino e lavorava spesso come tramite tra l’ingegner Lo Verde – pseudonimo di Bernardo Provenzano – e la famiglia Ciancimino.

Mio padre ha intrattenuto rapporti con uomini dei servizi e in particolare con il ’signor Franco’, come lo conoscevo io, o ’signor Carlo’, come lo chiamava mio padre quando erano soli. Il signor Franco proprio in quanto uomo legato alle istituzioni non aveva alcun problema ad accedere a casa mia”, dove si sarebbe recato “fino a qualche mese prima della morte di mio padre”. Il signor Franco era uno di quei cinque o sei personaggi che avevano accesso a utenze riservate e che poteva venire a casa mia senza appuntamento.

Le indagini avrebbero portato all’identificazione di un uomo sulla 40ina che Massimo Ciancimino soleva appellare con il nome de “il Capitano” e che è stato avvistato più volte tra Bologna e Palermo come guardaspalle del “Signor Franco”. Gli investigatori non hanno escluso che possa essere stato proprio quest’individuo ad inviare la lettera di intimidazione a Ciancimino jr. contenente cinque proiettili. Il caso vuole che il numero cinque sia anche il numero identificativo sulla foto dell’identificato all’interno dell’album dei magistrati.

Sulla Trattativa in questi ultimi giorni è uscito un libro scritto direttamente da Massimo Ciancimino con la collaborazione del giornalista Francesco La Licata ed intitolato, non a caso, “Don Vito”. Mentre dal sito di Salvo Palazzolo, I Pezzi Mancanti, è possibile scaricare i verbali integrali dei 22 interrogatori svolti alla Procura di Palermo e depositati all’interno del Processo Mori.

Via | Agi

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