Beirut, notte di disordini: lacrimogeni contro i manifestanti. Arrestato il direttore del Porto

Beirut, nessuna novità per le indagini. L’arresto di 16 funzionari e del direttore del porto non è servito a placare gli animi

Notte di disordini in Libano dove il disastro di Beirut, per le esplosioni al porto che hanno distrutto parte della città, ha esasperato gli animi di una popolazione già alle prese con la grave crisi economica e l’epidemia di Covid.

Sulle cause delle due esplosioni che hanno provocato almeno 137 morti, (tra cui una cittadina italo-libanese), 5000 feriti e 300mila sfollati, la versione accreditata dalle autorità è quella di un incidente, una tragica fatalità che avrebbe fatto scoppiare un deposito di 2750 tonnellate di nitrato di ammonio. Una bomba in sonno, tenuta in pieno centro, tra uffici, attività commerciali, case e ospedali.

L’arresto di 16 funzionari e del direttore del porto, Hassan Qureitem, ordinato dalla Procura militare, non è servito certo a placare gli animi. Media locali e internazionali riferiscono di scontri a Beirut nella notte tra manifestanti e forze di sicurezza, che hanno dovuto usare i lacrimogeni davanti al Parlamento dopo essere diventate bersaglio di una sassaiola.

Il bilancio dei disordini parla di diversi feriti tra i manifestanti e di negozi danneggiati. Le autorità temono ora che le esplosioni facciano da detonatore alla crisi economica e sociale trasformandola in una crisi politica travolgente.

Per sabato è prevista una massiccia manifestazione contro il governo e le autorità locali di Beirut, accusate di corruzione e incompetenza. “Le indagini continuano a includere tutti gli altri sospetti, per chiarire tutti i fatti relativi al disastro” ha spiegato il commissario statale ad interim presso il tribunale militare, Fadi Akiki.

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