Esplosione Beirut: ferito un militare italiano. “Scene da Hiroshima e Nagasaki”. Almeno 70 i morti

La deflagrazione sarebbe stata causata da “un carico di nitrato di sodio”

23.20 – Il ministro della Difesa Lorenzo Guerini ha precisato che non due ma uno dei nostri militari è rimasto ferito, in modo non grave, nelle esplosioni a Beirut: “Un nostro militare è rimasto lievemente ferito. A lui e ai suoi familiari va la mia solidarietà e vicinanza, così come a tutti i militari italiani in Libano”.

Guerini ha telefonato al generale Di Stasio, comandante del contingente italiano nel paese mediorientale, e al generale Antoci, comandante della missione bilaterale di addestramento. Secondo l’ultimo aggiornamento del ministero della Sanità libanese, i morti nelle esplosioni sono almeno 70, 3.000 i feriti.

21.30 – Si aggrava di ora in ora il bilancio dei morti e dei feriti nelle esplosioni avvenute a Beirut oggi pomeriggio: si parla di almeno 27 vittime e 2.500 feriti, ha spiegato il ministro della Salute fornendo un primo provvisorio bilancio.

Tra i morti c’è anche il segretario generale del Partito nazionalista e cristiano maronita Falangi Libanesi, Nizar Najarian. Intanto il ministro dell’Interno libanese, Mohammad Fahmi, in visita nell’area del porto insieme al primo ministro Hassan Diab, ha detto: “Dobbiamo attendere le indagini per conoscere la causa dell’esplosione, ma una prima spiegazione porta a sostanze altamente esplosive sequestrate anni fa ed esplose nel deposito 12 del porto”.

Feriti militari italiani, altri sotto choc

20.45 – Nell’esplosione nella zona del porto di Beirut sarebbero rimasti feriti anche due militari italiani del Sector West Unifil, le loro condizioni non sarebbero gravi, precisa l’Ansa che cita fonti qualificate. Altre fonti parlano di un solo militare italiano ferito. Sotto choc e sotto osservazione i colleghi. Secondo le ultime notizie la deflagrazione sarebbe stata causata da “un carico di nitrato di sodio” che era stato sequestrato un anno fa ed era conservato in un magazzino di uno stabile a tre piani, crollato.

Cambia quindi lo scenario rispetto alle prime versioni che parlavano di un’esplosione in una fabbrica di fuochi d’artificio e di un secondo scoppio avvenuto in un’altra zona della città. L’onda d’urto dell’esplosione ha colpito anche la residenza dell’ex premier libanese Saad Hariri. I feriti sarebbero centinaia, almeno dieci i morti. Si scava senza sosta tra le macerie.

Il presidente libanese Aoun ha convocato d’urgenza una riunione del Consiglio superiore della Difesa. L’ipotesi attentato evidentemente non è ancora stata esclusa. Israele si è affrettato a spiegare che “non è coinvolto” nell’esplosione.

“Quanto è successo a Beirut ricorda Hiroshima e Nagasaki, nulla di simile era mai accaduto in passato in Libano” ha detto in lacrime il governatore della capitale libanese Marwan Abboud.

Libano, due forti esplosioni a Beirut: “Almeno 10 vittime”

Esplosione a Beirut, capitale del Libano, dove oggi pomeriggio c’è stata una deflagrazione definita enorme nell’area del porto. Si parla di decine di feriti ma le notizie sono ancora confuse così come non è chiara la causa dell’esplosione o delle esplosioni che secondo alcune fonti sarebbero state due.

Secondo le ultime notizie, in attesa di conferme, la prima esplosione potrebbe essere stata provocata da un incendio divampato in una fabbrica di fuochi d’artificio. Video e immagini pubblicati per prima su Twitter mostrano quanto sia stato grave l’evento.

Fonti libanesi riferiscono che l’esplosione avrebbe danneggiato un grande magazzino di grano e diversi altri edifici tra cui ospedali che già non sarebbero in condizione di accogliere altri feriti.

La Croce Rossa libanese fa sapere che “più di 30 squadre di soccorso stanno intervenendo” lanciando un appello a lasciare libere le strade per far arrivare prima possibile le ambulanze.

L’esplosione più potente sarebbe stata la seconda, che secondo la BBC sarebbe avvenuta in un’altra zona della città, e lo scoppio avrebbe provocato danni a palazzi anche distanti centinaia di metri dalla fabbrica di fuochi d’artificio.

Sotto, un tweet che mostra la distruzione degli uffici del Daily Star Lebanon.

I vigili del fuoco sono al lavoro per spegnere le fiamme nella zona del porto dove ci sarebbe stata la prima esplosione. Il ministro della Salute libanese Hamad Hasan ha parlato di “un numero molto alto di feriti”, secondo Reuters ci sarebbero almeno 10 vittime.

La seconda esplosione sarebbe invece avvenuta nelle vicinanze dell’abitazione dell’ex primo ministro libanese Rafiq Hariri, assassinato nel 2005 con un’autobomba: proprio oggi era attesa la sentenza a carico delle quattro persone alla sbarra per l’omicidio, come ricorda Il Post.

(in aggiornamento)

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