Trump e la paura del voto per posta

Il presidente USA teme di perdere le elezioni a causa del voto per posta

Donald Trump teme il voto per posta e spinge per un rinvio delle elezioni. In un’intervista a Politico, il presidente degli Stati Uniti d’America ha definito il voto per corrispondenza “il rischio più grande” per la sua rielezione. A causa dell’epidemia di coronavirus, che negli USA è ancora nella fase acuta, le autorità locali stanno predisponendo e rafforzando tutti i sistemi necessari per consentire agli elettori di esprimere le loro preferenze da casa. I repubblicani, però, sono convinti che il voto a distanza aiuti i democratici ed è per questo che hanno avviato una battaglia legale per bloccarlo.

“Il rischio più grande è che non vinciamo le azioni legali. Ne abbiamo molte in corso ovunque e se non le vinciamo, penso che questo metta l’elezione a rischio”, ha ammesso l’attuale inquilino della Casa Bianca a Politico. Parlando durante un rally elettorale in Arizona, invece, martedì scorso Trump ci è andato giù ancora più pesante: “Queste saranno le elezioni più corrotte della nostra storia. Non possiamo lasciare che avvenga – ha accusato – Ci sono prove incredibili di frode ogni volta che si vota per posta”, ha aggiunto, anche se queste prove il presidente degli USA non le ha ancora mostrate a nessuno.

Trump ha affermato che il voto per posta implicherebbe il furto di schede elettorali e la contraffazione si da parte di organizzazioni interne, sia “da potenze straniere che non vogliono che Trump vinca”. La pratica del voto per posta, però, sta diventando sempre più un’opzione sia in stati governati dai repubblicani, sin in stati governati dai democratici. Ad oggi, 24 stati, oltre a Washington D.C., offrono la possibilità di votare da casa, senza doversi recare al seggio e senza la necessità di giustificarsi. In cinque stati (Colorado, Hawaii, Oregon, Washington e Utah), invece, le elezioni si tengono principalmente per corrispondenza.

Una modalità che non piace per nulla al presidente uscente Trump e che lo ha ribadito già altre volte, anche se fa parte delle teorie cospirazioniste solo del suo passato recente. Dopo aver accusato la Clinton e Obama di aver usato ogni mezzo per arrivare ai propri obiettivi elettorali, di recente il presidente USA ha spinto i repubblicani ad una serie di iniziative a livello locale per cercare di depotenziare il voto per posta, tramite il quale sarebbe più facile far esprimere la propria preferenza soprattutto agli immigrati irregolari, uno dei pallini della politica di Trump. Preoccupazioni che non trovano riscontro nella realtà, perché secondo un report pubblicato da News21, tra il 2000 e il 2012 (12 anni) le frodi legate al voto per posta sarebbero state in totale 491.

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