Recovery Fund, Conte: “Risultato che appartiene all’Italia. Grazie a maggioranza e opposizione”

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte si è recato al Senato per riferire sugli esiti del Consiglio Europeo straordinario che si è concluso il 21 luglio.

A poche ore dal rientro da Bruxelles, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte si è recato questa mattina al Senato per riferire sugli esiti del Consiglio Europeo straordinario che si è concluso il 21 luglio con uno storico accordo per l’UE sul Recovery Fund.

Rivolgendosi a tutti i senatori presenti questa mattina, Conte ha ricordato l’informativa del 15 luglio scorso, alla vigilia dell’atteso vertice UE, e definito l’intesa raggiunta “un passaggio fondamentale, che ci spinge ad affermare, senza enfasi, che l’Europa è stata all’altezza della sua storia, della sua missione e del suo destino“:

L’Unione Europea sta affrontando una crisi sanitaria, economica e sociale che si è manifestata sin dal suo più tragico esordio simmetrica e sistemica. Ha coinvolto tutti i Paesi; ha profondamente scosso la vita dei cittadini europei; ha inciso in misura significativa sulla società, sulle economie, costringendo a riconsiderare in modo repentino prospettive e modelli di sviluppo. Di fronte a uno shock di tali proporzioni, nel corso di questi drammatici mesi l’Unione europea ha saputo rispondere con coraggio e con visione, fino ad assumere ieri la decisione di approvare, per la prima volta, un ambizioso programma di rilancio finanziandolo tramite l’emissione di titoli di debito autenticamente europei. In questo modo, si è realizzato ieri un radicale mutamento di prospettiva: in passato si tendeva – non lo dimentichiamo – a intervenire nel segno del rigore, affidandosi a logiche di austerity, che si sono poi rivelate – lo sappiamo – inadeguate, finendo per deprimere il tessuto sociale e produttivo, comprimendo financo la crescita.

Arriva a quell’accordo è stato un percorso lungo e faticoso. Solo pochi mesi un risultato simile era impensabile:

Questo risultato positivo non era affatto scontato a marzo – lo ricordiamo tutti -quando l’Italia, insieme ad altri otto Stati membri, propose che il recovery fund affiancasse, con pari dignità politica ed economica, gli altri strumenti di risposta che erano già sul tavolo del Consiglio europeo. Come è noto, sin dall’inizio dell’emergenza del Covid-19, l’Italia ha subito messo in evidenza che la crisi nella quale l’intero continente era precipitato presentava caratteri di straordinaria gravità, assumendo i tratti di una recessione senza precedenti, peraltro sopraggiunta in un contesto macroeconomico già caratterizzato da elementi di profonda fragilità, acuito dall’inasprimento di persistenti squilibri sociali e territoriali.

Dopo aver illustrato i termini dell’accordo, Conte ha voluto ringraziare non soltanto tutti i Ministri del suo governo, ma anche l’intera maggioranza e l’opposizione:

Desidero ringraziare tutti i Ministri, i quali non hanno mai fatto mancare il proprio sostegno nel corso dell’intera durata del negoziato.
Permettetemi di riservare una particolare menzione al ministro Amendola perché era con me a Bruxelles e ha condiviso le difficoltà che materialmente abbiamo incontrato. (Applausi).
Mi sento davvero di ringraziare tutte le forze di maggioranza: ancora una volta avete sostenuto in modo compatto il Governo, l’azione del Governo, sulla base di una convinta condivisione di questo progetto. Grazie! Permettetemi di ringraziare anche quelle forze di opposizione che, pur nella diversità di posizioni, hanno compreso l’importanza di questo passaggio storico e i beni in gioco, nella prospettiva dell’interesse nazionale. Anche a voi, grazie! Possiamo riassumerlo: la classe politica italiana, nel suo complesso, ha dato una grande prova di maturità in quest’occasione.

Prima di concludere il proprio intervento, Conte ha riassunto cosa spetterà all’Italia:

L’Italia riceverà 209 miliardi di euro: il 28% delle risorse totali previste dal Next generation EU che – ripeto – è pari a 750 miliardi di euro. In particolare, resta fissato a 81 miliardi l’ammontare dei trasferimenti, i famosi grant destinati all’Italia, così come previsto dalla proposta della Commissione. Aumenta, invece, davvero in modo significativo, di circa 36 miliardi di euro, la componente dei prestiti disponibili, che arriva così alla ragguardevole cifra di 127 miliardi di euro. Tali risorse potranno essere impegnate fino al 31 dicembre 2023. Il 70% di queste risorse saranno disponibili tra il 2021 e il 2022 e i relativi pagamenti legati allo svolgimento dei progetti definiti all’interno dei piani nazionali per la ripresa, saranno disponibili fino alla fine del 2026, quando l’Unione interromperà l’emissione di titoli e inizierà il periodo di restituzione da parte degli Stati membri.

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