Aspi, Palazzo Chigi: stop a revoca solo in caso di accordo (ora giudicato possibile). Verso ingresso Cdp

Cdm fiume nella notte, Conte media per un’intesa. Gelo M5s

La vicenda della revoca ad Aspi della gestione del nuovo ponte di Genova ieri ha fatto quasi saltare il Cdm, sospeso in corsa, con seguente riunione a 3 tra il premier Giuseppe Conte, la ministra delle Infrastrutture Paola De Micheli e il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, entrambi esponenti del Pd.

Il presidente del Consiglio media per evitare la frattura nel governo: i 5 Stelle continuano a fare muro contro le proposte del concessionario perché in ogni caso – questa è l’impressione – vogliono i Benetton fuori dalla partita (magari con tanto di annuncio ufficiale prima dell’imminente inaugurazione del nuovo viadotto sul Polcevera).

Dopo aver appreso che l’incontro di Conte con i capi delegazione, previsto prima del Cdm, era saltato causa M5s, nella tarda serata di ieri le agenzie stampa battevano dell’ultima ipotesi sul tavolo: Aspi fuori dalla gestione in un tempo variabile tra sei mesi e un anno e quotazione in borsa di Autostrade, in modo da permettere l’entrata nel capitale di nuovi partner e diluire la quota dei Benetton. Al Movimento basterà? È questa la soluzione che permetterà di salvare capra e cavoli?

Il “duro negoziato” con Aspi, ha fatto sapere Palazzo Chigi nella notte, si sta concentrando sulla questione delle tariffe autostradali e sull’articolo 35 del Milleproroghe che ha tagliato l’indennizzo alla società in caso di revoca della concessione. A proposito del nuovo assetto societario, con la partecipazione di Atlantia (holding della famiglia Benetton) ad Aspi, non ci sarebbe “nessuna divisione nel governo” secondo le medesime fonti.

Verso accordo governo-Aspi

Conte sta continuando a lavorare per “migliorare la proposta” di Aspi e nelle prime ore del mattino diverse fonti di governo hanno parlato di “accordo possibile”. Il comunicato diffuso da Chigi di buon ora sembra andare in questo senso: “Il Consiglio dei ministri ha ritenuto di avviare l’iter previsto dalla legge per la formale definizione della transazione” con Aspi “fermo restando che la rinuncia alla revoca potrà avvenire solo in caso di completamento dell’accordo transattivo”.

L’intesa prevedrebbe l’entrata in Aspi dello Stato attraverso Cassa depositi e prestiti (Cdp), il che renderebbe di fatto Autostrade una public company. Atlantia si sarebbe detta disponibile a cedere l’88% e nell’intesa rientrerebbe la revisione totale della concessione, risarcimenti e tariffe compresi.

(in aggiornamento)

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