L’UE ha deciso: riapertura a 15 Paesi extra UE. No agli USA e alla Russia

L’accordo a livello europeo sulla riapertura dei confini ai Paesi UE è stato raggiunto: via libera per 15 Paesi, no a Stati Uniti, Russia, Brasile, Messico e Israele.

Dopo giorni di indiscrezioni, l’accordo a livello europeo sulla riapertura dei confini è arrivato. Alla ripresa della libera circolazione tra i cittadini dei Paesi UE, a partire dal 1° luglio saranno riaperte le frontiere anche per chi arriva dal resto del Mondo, con una serie di limitazioni legate al livello di emergenza COVID nei vari Paesi.

L’UE riaprirà ai cittadini in arrivo da 15 Paesi in cui la situazione sanitaria è in linea con la media dei Paesi europei, Italia e Spagna incluse. Si tratta di Algeria, Australia, Canada, Georgia, Giappone, Montenegro, Marocco, Nuova Zelanda, Rwanda, Serbia, Corea del Sud, Thailandia, Tunisia e Uruguay.

A questi Paesi si aggiungerà la Cina, ma a condizione di reciprocità: se la Cina lascerà entrare senza limitazioni i cittadini europei, i Paesi UE faranno altrettanto. Il Regno Unito, attualmente in fase di transizione per la Brexit, fino al 31 dicembre 2020 sarà considerato a tutti gli effetti un Paese UE, quindi senza limiti di spostamento per i cittadini UE.

Al momento, quindi, gli Stati Uniti non figurano nella lista dei Paesi sicuri per l’emergenza COVID-19, così come la Russia e Israele, ma anche Brasile, Argentina e Messico. La decisione è stata presa dai 27 Paesi membri e Islanda, Norvegia, Svizzera e Liechtenstein, che fanno parte dello spazio Schengen, e l’elenco dei Paesi con limitazioni negli ingressi verso l’UE sarà rivisto ogni 14 giorni sulla base dell’andamento mondiale della pandemia di COVID-19.

Paesi che oggi si trovano su quella lista potrebbero essere rimossi tra due settimane, così come potrebbero finirvi Paesi che adesso non ci sono nel caso in cui la curva epidemica dovesse risalire.

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