Giorgia Meloni: “Non scaricate Immuni”

Giorgia Meloni copia Matteo Salvini e fa propaganda senza cognizione di causa, a discapito dell’informazione corretta. Oggi se la prende con l’app Immuni.

La leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni è sempre più a caccia di consensi per sottrarre terreno a Matteo Salvini e nell’ultimo periodo sembra aver deciso di andare a pescare a piene mani tra i complottisti, negazionisti e anti-vax, sempre pronti a cercare il marcio dove non c’è e portare avanti tesi senza fondamenti.

Si potrebbe discutere a lungo sull’utilità dell’applicazione Immuni, lo strumento gratuito messo a disposizione del governo per il tracciamento dei contagi da COVID-19. C’è chi la ritiene utile e chi no ed entrambe le posizioni sono comprensibili e condivisibili, ma fare una campagna contro l’app basata sulla disinformazione è semplicemente scorretto e dimostra una profonda ignoranza.

Meloni, oggi intervenuta a Bari per sostenere la candidatura di Raffaele Fitto alle elezioni regionali, si è schierata contro l’app Immuni:

Non ho scaricato l’app Immuni e invito tutti a non scaricarla. Perchè è una iniziativa fatta in violazione del codice appalti e delle norme italiane. Il decreto approvato dice che le informazioni presenti sull’app non possono essere utilizzate per altri scopi ma non sanziona il diverso utilizzo.

La leader di Fratelli d’Italia ha così proseguito ai microfoni di Radio2:

Il problema è che i dati sulle condizioni sanitarie e gli spostamenti delle persone è il business più appetibile del mondo, per le case farmaceutiche. Senza una legge e delle garanzie costituzionali non si poteva fare, secondo me.

È evidente, Giorgia Meloni non ha la minima idea di come funziona Immuni né della trasparenza garantita non dagli sviluppatori – di cui ci si può fidare o meno – ma di Google e Apple che hanno messo in piedi il sistema su cui si basa l’app Immuni, che NON prende neanche in considerazione la localizzazione degli utenti o i loro spostamenti, così come la loro identità o le loro informazioni personali.

Tutto quello che Immuni sa dell’utente che la installa è la provincia di residenza, ma perché è l’utente ad indicarlo al momento della configurazione. iOS, il sistema operativo di Apple per iPhone, è profondamente trasparente su quali applicazioni utilizzano il GPS del dispositivo: c’è una approfondita sezione nel menu delle impostazioni che elenca tutte le applicazioni che hanno accesso al GPS, tutte applicazioni che gli utenti utilizzano quotidianamente senza alcun problema o dubbio di privacy.

Immuni, come ampiamente assicurato a più riprese dagli sviluppatori e dal governo, ma anche da Apple e Google, non figura tra queste app e di fatto non ha accesso alla posizione degli utenti. Anche volendo condividerla con chissà chi, come ipotizzato da Meloni e da chi la sostiene, non potrebbe farlo. Meloni, però, sembra troppo impegnata a cercare consensi che a dedicare due minuti per informarsi. È la propaganda, funziona così e Meloni sembra aver imparato molto bene dal maestro.

Se preferite non scaricare Immuni, fatelo perché vi siete informati e perché non la ritenete utile, non perché Giorgia Meloni fa disinformazione. E già che ci siete, fate attenzione anche ai dati che condividete con le altre applicazioni, a cominciare da quella FaceApp che puntualmente torna di moda nonostante, ma anche tutti i principali social network che, al contrario di Immuni, possono utilizzare pressoché a proprio piacimento tutti i dati che diamo loro in pasto.

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