Meloni: “Espulsione di Palamara da Anm non basta”

L’Anm: “Palamara mente e mistifica i fatti”

La leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni commenta l’espulsione di Luca Palamara (già sospeso del Csm dopo l’indagine a suo carico e il conseguente scandalo procure) dall’Associazione nazionale magistrati (Anm): “L’espulsione di Palamara dall’Anm è un buon segnale, ma non basta”.

In un post su Facebook Meloni scrive: “Anche alla luce delle sue gravissime dichiarazioni di quest’oggi alla stampa, in cui è sempre più chiara la logica delle spartizioni tra correnti all’interno di certa magistratura, Fratelli d’Italia continua a chiedere le dimissioni immediate di tutti i magistrati coinvolti nello scandalo e un sorteggio per le nomine in seno al Csm. Dobbiamo sciogliere una volta per tutte il pericoloso intreccio tra magistratura e politica: lo dobbiamo ai tanti magistrati che ogni giorno servono con onore lo Stato italiano e, soprattutto, alla credibilità della Giustizia italiana”.

La stessa Anm oggi rincara la dose contro Palamara che, passando al contrattacco, ha parlato di correnti usate per fare carriera: “Un giudice dovrebbe essere in grado di leggere lo Statuto di una associazione. Ancora di più quando ne è stato Presidente. Il dottor Palamara non è stato sentito dal Cdc semplicemente perché lo Statuto non lo prevede. Non vi sono altre ragioni”.

Il riferimento è al fatto che il Comitato direttivo centrale dell’Anm ha negato a Palamara la possibilità di intervenire in quella sede: “Quando dice che non ha avuto spazio per difendersi Palamara mente: è stato sentito dai probiviri e in tutta la procedura disciplinare non hai mai preso una posizione in merito agli incontri con consiglieri del Csm, parlamentari e imputati. E, come lui, gli altri incolpati” spiega la giunta dell’Anm.

Poi l’affondo dell’Associazione, che raggruppa il 90% delle toghe: “Le regole si rispettano, anche quando non fanno comodo. Cerca ora di ingannare l’opinione pubblica con una mistificazione dei fatti: la contestazione riguardava gli incontri notturni all’hotel Champagne e l’interferenza illecita nell’attività consiliare, fatti purtroppo veri, e per questo sanzionati”.

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