Elezioni 2020, Zingaretti: “I seggi siano in luoghi separati dalle scuole”

Il segretario del PD Nicola Zingaretti invita il governo a scegliere luoghi alternativi alle scuole per le elezioni di settembre 2020 in sette Regioni.

Nel mese di settembre milioni di italiani saranno chiamati ai seggi in diverse Regioni, dal Veneto alla Campania, passando per Toscana, Liguria, Marche, Valle D’Aosta e Puglia, per rinnovare i governi di Regioni e a poco più di due mesi, in piena pandemia, si sta cercando di capire come organizzare le varie giornate di elezioni.

Generalmente, infatti, le scuole di tutto il Paese vengono usate per i seggi elettorali approfittando dell’assenza di lezioni e incontri e chiudendo le strutture almeno per il lunedì successivo al voto, ma per le elezioni 2020 si potrà essere costretti a cercare altri luoghi e altre modalità proprio a causa dell’emergenza sanitaria.

Se ieri era stata la responsabile scuola del Partito Democratico, Camilla Sgambato, a sollevare la questione, oggi a rincarare la dose ci ha pensato il segretario del partito Nicola Zingaretti, che suggerisce al governo di abbandonare le scuole e puntare, ad esempio, alle palestre o altri luoghi pubblici:

Viste le scelte di carattere elettorale, sarebbe bene uno sforzo, da parte del governo, affinché i seggi siano in luoghi separati dalle scuole, come ad esempio le palestre. Concordando la questione con sindaci e prefetture i seggi potrebbero essere allestiti in altri luoghi pubblici, così da evitare di interrompere l’anno scolastico.

Il ritorno a scuole è previsto per il mese di settembre e gli studenti delle scuole che generalmente usate come seggi elettorali sarebbero inevitabilmente costretti ad almeno un giorno di vacanza obbligata, ma anche due giorni per chi va scuola anche il sabato. Dopo questo lungo periodo di didattica a distanza, costringere gli studenti a stare a casa per qualche giorno subito dopo il ritorno in classe costituirebbe un’interruzione che nel Partito Democratico vorrebbero evitare.

La Camera dei Deputati, intanto, si appresta a votare il decreto sul giorno delle elezioni, che punta ad accorpare tutte le elezioni regionali in programma, e anche il referendum sul taglio dei parlamentari slittati a causa del COVID-19, in un’unica giorno identificata come il 20 settembre 2020.

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