Pechino, 46 nuovi casi di COVID legati ad un mercato. 11 aree residenziali in lockdown

Le autorità di Pechino agiscono tempestivamente per bloccare sul nascere un piccolo focolaio di COVID-19 legato ad un mercato di frutta e verdura.

Dopo due mesi di assenza di contagi interni, Pechino registra un primo focolaio di coronavirus COVID-19 e le autorità si muovono tempestivamente per correre ai ripari e limitare il più possibile il focolaio sul nascere.

Tutto sarebbe partito dal mercato all’ingrosso di Xinfadi. Almeno 46 persone legate in qualche modo al mercato, tra commercianti e clienti abituali, sono risultate positive al COVID-19 dopo una prima ondata di 517 test. Da lì la decisione delle autorità cinesi di chiudere temporaneamente il mercato e disporre i test per almeno 10mila persone.

Quello di Xinfadi è il principale mercato di frutta e verdura di Pechino, fornitore di circa il 90% dei vegetali consumati nella capitale cinese ed è quindi prioritario tenere sotto controllo questo potenziale nuovo focolaio prima che cresca a dismisura.

Il problema è che nelle ultime ore sono stati registrati dei casi sporadici di COVID-19 in diverse aree della città di Pechino, potenzialmente tutti collegati al mercato di Xinfadi e a quello del pesce di Jingshen, nel distretto di Fengtai. Anche questo mercato è stato temporaneamente chiuso al pubblico e le autorità di Pechino hanno deciso in via cautelativa di disporre il lockdown per 11 aree residenziali che si trovano nelle immediate vicinanze del mercato.

La buona notizia, però, è che le 46 persone risultate positive al COVID-19 non stanno manifestando i sintomi. Non è chiaro se siano asintomatiche o in una fase precedente alla manifestazione dei sintomi: tutti i positivi si trovano sotto stretta sorveglianza domiciliare e non possono avere contatti con altre persone.

Ultime notizie su Coronavirus

Tutto su Coronavirus →