Guerra in Mali: è emergenza umanitaria, 500mila in fuga

I dati arrivano dall’Alto commissariato Onu per i Rifugiati. Già in 150mila hanno varcato il confine cercando rifugio nei Paesi vicini.

Emergenza umanitaria nel Mali. A causa del conflitto tra Francia e ribelli, già in 500mila hanno abbandonato le loro case e sono in fuga. Il dato arriva dall’Alto commissariato Onu per i Rifugiati. Centocinquantamila dei 500mila avrebbero già varcato il confine, 230mila si trovano sfollati in altre zone del Paese africano.

Sono 54.100 gli sfollati che hanno trovato asilo politico in Mauritania, 50mila nel Niger, 38.800 in Burkina Faso, 1.500 in Algeria. “Una parte della popolazione del Nord, colpita dai combattimenti, si è spostata verso luoghi più sicuri, fuori e dentro il paese ha detto Code Cissè, responsabile dell’organizzazione umanitaria Intersos in Mali. “Siamo preoccupati per le conseguenze della guerra: nell’area di Mopti, dove c’è la nostra base, abbiamo messo a punto un piano di emergenza per accogliere chi scappa”.

La situazione è confusa in varie zone del Mali. “Il quadro è incerto e pericoloso” dice ancora Cissè. Gli stessi operatori della Ong sono in sicurezza a Mopti, lontano dagli scontri, ma attendono di poter riprendere le distribuzioni di kit di prima necessità per i nuovi sfollati. Intersos è presente dall’inizio del conflitto nella zona nord dell’Azawad, dove ci sono circa 41mila persone in fuga.

“Oggi vediamo l’intervento militare nel nord del Mali ma, per chi come noi lavora da anni nei paesi del Sahel sulle emergenze nate dai conflitti sulle risorse naturali, le minacce concrete di una destabilizzazione dell’intera regione erano evidenti”, ha spiegato Federica Biondi, responsabile Mauritania di Intersos. “Si sono trascurati allarmi e richiami anche dopo la fine del conflitto in Libia”, ha insistito la cooperante, “che ha fatto precipitare la crisi nel Sahel con il ritorno di migliaia di combattenti armati nella regione del nord Mali. Oggi e’ difficile prevedere cosa accadrà, sappiamo però che decine di migliaia di civili pagano già il prezzo più alto”.