Morte George Floyd: Minneapolis smantella il dipartimento di polizia

Caso Floyd, Minneapolis: “Vogliamo mettere fine al rapporto tossico con il dipartimento di polizia cittadino”

Minneapolis ha deciso di smantellare il Dipartimento di polizia dopo la morte di George Floyd, il 46enne afroamericano deceduto il 25 maggio durante un arresto mentre un agente gli schiacciava il collo con il ginocchio e altri tre poliziotti assistevano alla scena impassibili, insieme a tanti testimoni scioccati.

Sotto l’onda di due settimane di proteste, scoppiate in tutti gli Stati Uniti, contro il razzismo e le violenze della polizia, il consiglio comunale di Minneapolis ha votato per lo smantellamento del dipartimento di polizia cittadino, finito nella bufera dopo che i quattro agenti sono stati arrestati per la morte di Floyd.

“Il nostro impegno è quello di mettere fine al rapporto tossico con il dipartimento di polizia di Minneapolis, mettere fine alla polizia come la conosciamo e ricreare sistemi per la sicurezza pubblica che ci facciano realmente sentire al sicuro” hanno fatto sapere le autorità cittadine.

I rappresentanti del consiglio comunale hanno spiegato che “decenni di sforzi per una riforma della polizia hanno dimostrato che il dipartimento di polizia di Minneapolis non può essere riformato e non verrà mai riconosciuto colpevole per le sue azioni”, un’accusa durissima che sembra quasi voler anticipare la sentenza sui quattro agenti ora alla sbarra.

Intanto l’ex vicepresidente degli Stati Uniti Joe Biden, in corsa per scalzare la Casa Bianca a Donald Trump, fa sapere che avrà un incontro privato con i familiari di George Floyd, a Houston, mentre ieri a Washington ai manifestanti in marcia per il Black Lives Matter si è unito l’ex candidato alla presidenza Mitt Romney, primo senatore repubblicano a prendere parte alla protesta.