USA, un altro afroamericano ucciso dalla polizia: nuovo video | Trump agli agenti: “Non inginocchiatevi”

Nuovo caso Floyd: nel video si vedono i poliziotti piegati sopra il 33enne Manuel Ellis, ucciso per asfissia a Tacoma



Nel bel mezzo delle proteste per il caso George Floyd, il 46enne rimasto ucciso durante un arresto il 25 maggio a Minneapolis, negli Stati Uniti spunta un nuovo video che documenta l’uccisione di un altro afroamericano da parte della polizia. La vittima è Manuel Ellis, di 33 anni. L’uomo sarebbe morto per asfissia, proprio come Floyd.

Nel nuovo video, che potrebbe ora permettere l’incriminazione degli agenti coinvolti, si vedono in lontananza i poliziotti piegati sopra Ellis, intenti a picchiarlo sul ciglio della strada dopo averlo schiacciato a terra e ammanettato.

Il video risale a marzo 2020. La sindaca di Tacoma Victoria Woodards, che ora deve fare i conti con le proteste scoppiate in città, ha chiesto la testa dei 4 agenti coinvolti, riferendo anche che l’ufficio del medico legale della contea nei giorni scorsi ha stabilito che Ellis è morto per asfissia e che la sua morte è da classificare come omicidio.

Gli agenti coinvolti sono due bianchi, un afroamericano e un asiatico. Erano stati subito sospesi dopo il fatto, quindi riammessi e ora di nuovo sospesi dopo i risultati dell’autopsia. Il sindacato della polizia di Tacoma, incurante del referto dell’ufficio del medico legale, però non ci sta e attacca il sindaco che avrebbe giudicato il comportamento degli agenti sulla base di “un breve, sfocato video di Twitter”.

Secondo il sindacato quel che è “successo a George Floyd nelle mani della polizia è sbagliato” ma “gli agenti di Tacoma non hanno assassinato Mr Ellis”. Il governatore dello Stato di Washington Jay Inslee ha annunciato che ci sarà un’inchiesta indipendente sulla morte di Ellis.

“La triste realtà è che George Floyd è qui a Tacoma e il suo nome è Manny” ha detto l’avvocato della famiglia Ellis, per poi aggiungere che nel video si sente il 33enne gridare “non riesco a respirare” proprio come diceva Floyd con un filo di voce all’agente che gli schiacciava il collo col ginocchio fino a non farlo respirare più: “I can’t breath” diventato lo slogan della protesta contro il razzismo e gli abusi della polizia nei confronti della comunità afroamericana.

A distendere gli animi non aiuta certo il presidente americano Donald Trump che anzi gioca a provocare i manifestanti invitando gli agenti
a “non inginocchiarsi” in segno di solidarietà contro il razzismo e la violenza della polizia. Per Trump inginocchiarsi da parte degli agenti è un gesto irriverente verso la bandiera americana.

In questo clima a Buffalo 57 poliziotti della Squadra rapida d’intervento si sono dimessi per protestare contro la sospensione di 2 colleghi che giovedì hanno spintonato un manifestante 75enne facendogli battere la testa al suolo (guarda il video) e lasciandolo poi sanguinante a terra. L’uomo, ferito alla nuca, è ricoverato in gravi condizioni.

I Video di Blogo

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