Yoani Sánchez, la voce della libertà insultata in Brasile

Lei è una delle blogger più famose del mondo, ma nel suo Paese d’origine, Cuba, Yoani Sánchez viene spesso boicottata per il suo atteggiamento critico nei confronti della dittatura dei Castro. Ora è stata contestata durante il suo viaggio in Brasile

Lei si chiama Yoani Maria Sánchez Cordero, ed è la blogger cubana più famosa nel mondo. Con il suo “Generación Y” non sventola bandiere inneggianti a Fidel Castro e proprio per questo è stata, nel corso della sua vita, cominciata a L’Avana nel 1975, insultata per le strade cubane, a volte perfino reclusa, oppure il suo blog è stato semplicemente bloccato. Ma la sua attività prosegue, tanto che la rivista “Time” nel 2008 l’ha inserita nella lista delle 100 persone più influenti al mondo. Oggi torna a parlare criticando i governi dell’America Latina (è di questi ultime ore la rielezione di Rafael Correa alla guida dell’Ecuador) per il ‘silenzio’ di fronte alle violazioni dei diritti umani a Cuba.

A Bahia, dove la Sánchez è stata accolta con insulti e dimostrazioni di ostilità da parte di un governo le cui inclinazioni sono ben note (del resto si tratta dello stesso governo che ha concesso asilo politico a Cesare Battisti), la blogger ha parlato alla stampa brasiliana: “In generale noto in America Latina un certo silenzio, una certa distanza dal tema dei diritti umani a Cuba. Lo fanno per non mettere in imbarazzo il presidente Raul Castro e per cercare di integrarlo”.

La Sánchez, giunta domenica notte in Brasile, sua prima tappa di un viaggio di 80 giorni che la porterà in 12 Paesi, fra cui l’Italia, ha affermato che Cuba dovrebbe “rispettare i requisiti necessari” per ristabilire le relazioni con gli Stati Uniti, che mantengono un embargo commerciale nei confronti de L’Avana dal 1962. “Cuba deve normalizzare le relazioni con gli Stati Uniti e con altri Paesi, rispettando i requisiti richiesti di democrazia e rispetto dei diritti umani”, ha concluso la blogger.