Massimo Ghini: “Sono pronto a candidarmi a sindaco di Roma se serve”

L’attore provoca, ma non è nuovo a impegni politici.

L’attore Massimo Ghini ha rilasciato ad Adnkronos un’intervista in cui sostiene di essere anche pronto a candidarsi a sindaco di Roma, pur di dare una scossa alla situazione. La sua è una provocazione, ma in realtà non è nuovo a impegni politici.

Chini ha detto:

“Sono pronto a candidarmi a sindaco di Roma se serve. La mia è una provocazione che nasce dal seguente ragionamento: se non si tira fuori un candidato vero, un campione del sacrificio per questa città, un capitano o una capitana, che vada a stimolare quella che è l’anima migliore dei romani capaci di tirare fuori il meglio nel momento del pericolo e della difficoltà, allora mi candido, solo perché io ho il senso di responsabilità e del volontariato della politica e mi sembra che avremo bisogno di un sindaco nuovo. Questo traspare chiaramente”

Sulle sue precedenti esperienze ha spiegato:

“Non sono uno senza esperienza, sono stato segretario comunale, sono stato segretario del sindacato per 15 anni, sono stato nel Cda della Festa del Cinema, dell’Imaie. Tutte grandi responsabilità senza alcun tipo di lucro. E quando sento che qualcuno chiede alla sindaca di ricandidarsi, mi preoccupo. E che facciamo? Equilibri di potere? Non si tratta di rompere nessuna alleanza di governo, ma di tirare fuori per questa città qualcosa di forte, conoscendo i problemi che ci sono da tempo e anche per affrontare i problemi economici scatenati dalla pandemia. Una cosa disastrosa”

Da elettore del PD, Ghini ha espresso il pensiero che c’è dietro la sua provocazione:

“Ci devono essere motivazioni davvero molto alte per decidere che una persona debba essere nuovamente candidata a sindaco della Capitale. Io devo fare il mio lavoro, sto cercando di mettere in piedi i cocci, ma voglio lanciare l’allarme per tempo. Ho fiducia nel partito democratico, ho fiducia nel segretario. Ma il punto è che ci sono momenti in cui non ci si deve piegare solo ad una logica di governo e mettersi nelle mani di quelli che trafficano sui tavoli e che trovano le soluzioni. E’ una responsabilità di tutti noi romani. È il momento in cui deve entrare in campo qualcuno che gioca in un’altra maniera. Noi del partito democratico questa volta dobbiamo far uscire fuori un candidato che faccia avvertire a Roma, la sua empatia e la voglia di lavorare, di sacrificarsi per Roma. Se la sinistra non tira fuori un candidato con carisma, un campione del sacrificio…”

E ha aggiunto:

“C’è tanta gente che aspira a candidarsi e che fa il mestiere della politica, ma se il livello di preparazione politica e culturale è quello che vedo in giro sono spaventato. Io ho un’età per cui quando ascoltavo i leader avevo quasi timore di parlare perché, al di là che io fossi d’accordo o meno, avevo di fronte chi sapeva cosa stava dicendo. Oggi se mi metto seduto a confrontarmi in un convengo con chi potrei avere questo timore? C’è gente che non sa neppure la differenza tra un gerundio e un congiuntivo. Questo è il clima”

Poi ha sottolineato:

“Roma ha bisogno di chi ha voglia di sacrificarsi per lei. I romani hanno bisogno di essere compresi, coinvolti. Nelle periferie romane bisogna starci dentro, viverle in qualche maniera. Quando ho fatto la campagna elettorale per le primarie del Pd stavo al Trullo e quando andavo a parlare con chi ci viveva, portavo rispetto, ma trasmettevo anche la presenza come governo della città. Così si trovano le soluzioni, insieme. È inutile che tu mandi qualcuno, poi arrivano quattro poliziotti…”

Ma ha anche chiarito la sua posizione:

“La mia resta una provocazione ma quando si tratta di scegliere il candidato, arriva la chiamata alle armi per fare la campagna elettorale, per essere presente, per i comitati e tutto il resto, e io mi sono stancato perché anche l’ultima volta ho sostenuto un candidato (che poi è un amico dai tempi dell’Università) che sapevamo perdente. Certo che sono andato a sostenerlo, ma mi sono rotto le scatole di questa dedizione al sacrificio inutile. Oggi come oggi dobbiamo trovare una persona carismatica che abbia realmente in mente il concetto ‘Roma’, perché sappiamo quanto è difficile, una persona che sia pronta a rimboccarsi le maniche, che qualche volta sia in grado di alzare la voce con chi non rispetta la città, dai rom a tutti gli altri da qualunque parte venga”