USA, proteste e scontri per l’uccisione di George Floyd: 1 morto e 1.400 arresti

Oltre 1.400 persone sono state arrestate negli Stati Uniti per le proteste e le manifestazioni scoppiate dopo l’uccisione del 46enne afroamericano George Floyd.


L’uccisione del 46enne afroamericano George Floyd da parte di un agente della polizia di Minneapolis lunedì scorso ha rappresentato la classica goccia riuscita a far traboccare un vaso già colmo da tempo. I cittadini degli Stati Uniti hanno deciso di dire basta in massa al comportamento brutale della polizia nei confronti degli afroamericani e sono scesi in strada in modo massiccio e, in alcuni casi, violento.

L’agente che ha ucciso George Floyd, il 44enne Derek Chauvin, è stato licenziato ed arrestato con l’accusa di omicidio, mentre gli altri tre agenti di polizia presenti al momento dell’arresto e dell’uccisione del 46enne sono stati licenziati, ma questo non è stata sufficiente a placare le proteste nei confronti di un sistema fin troppo collaudato.

E così da Minneapolis a Los Angeles, passando per Chicago, New York, Atlanta, Indianapolis e molte altre città degli Stati Uniti ormai da giorni sono in corso manifestazioni e proteste, a volte violente al punto da aver richiesto l’intervento della Guardia Nazionale e, come anticipato dal Presidente USA Donald Trump, che ad oggi non ha speso una parola di condanna nei confronti dei quattro agenti coinvolti, dell’Esercito.

Nelle ultime ore una persona è rimasta uccisa ad Indianapolis e almeno tre sono rimaste ferite in modo grave, ma episodi violenti nei confronti di agenti di polizia e auto della polizia si stanno verificando un po’ ovunque e diverse città, a cominciare da Los Angeles, hanno deciso di imporre il coprifuoco dalle 20.00 alle 5.30 del mattino.

Almeno 1.400 persone sono state arrestate nelle ultime ore da una parte all’altra del Paese, inclusi alcuni giornalisti presenti sui luoghi delle proteste per documentare la situazione. Il numero esatto degli arrestati non è ancora stato ufficializzato.

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