Sardine, Santori: “Ci prendiamo una pausa di riflessione, ma non è la fine, semmai uno spartiacque”

Mattia Santori ha scritto una lettera agli attivisti.

Mattia Santori, il fondatore del movimento delle Sardine nato a Bologna durante la campagna elettorale per le elezioni regionali 2019, ha scritto una lunga lettera agli attivisti per spiegare il perché della battuta d’arresto degli ultimi mesi e che cosa intende fare nell’immediato futuro.

Sartori esordisce presentandosi e riassumendo quanto successo finora:

“Ciao a tutti, mi chiamo Mattia Santori e sette mesi fa ho trascinato tre amici in una follia. Poi le cose si sono messe talmente tanto bene (o male, dipende dai punti di vista) che adesso mi sento responsabile di diverse centinaia di persone che aspettano un mio segnale per procedere o retrocedere. Persone, spesso amici che hanno donato alle sardine tanto tempo, togliendo spazio ai propri affetti, ai propri hobby o semplicemente a faccende più divertenti e leggere. Questa responsabilità mi pesa, come mi pesano i dissidi interni, le litigate per i post e le paranoie complottiste. Sette mesi fa non frequentavo i social, non seguivo i talk show e usavo a malapena whatsapp web. Sette mesi fa sorridevo e mi fidavo delle persone. Ora è tutto diverso”

Poi affronta l’argomento per lui in questo momento più difficile, ossia cerca di spiegare il perché dello stallo attuale delle Sardine:

“So che avete notato uno stallo in queste settimane. Non vi nego che questo stallo è dovuto alla stanchezza e alla paura che tutto il lavoro fatto fin qui si traduca in un vantaggio per pochi e in una delusione per molti. Questa stanchezza e questa paura non sono solo mie. Altrimenti non sarei qui a raccontarvele. Altrimenti non avrei avuto una battuta d’arresto”

Santori fa capire anche di essersi ritrovato a essere il volto delle Sardine suo malgrado e di aver sempre cercato un’alternativa alla sua persona:

“Tante volte ho proposto di trovare un’alternativa alla mia persona. Per tantissimo tempo ho lavorato per abilitare una struttura che non dipendesse da me. Eppure mi rendo conto che non posso scappare dalla mia responsabilità nei vostri confronti. Quindi tocca a me fare la prossima mossa. Conscio che non piaccio a tutti, conscio che qualcuno preferisce farmi le scarpe e screditare alle spalle me e le persone che mi supportano. Ma consapevole che purtroppo, per quanto abbia provato per mesi a cercare di mediare tra le idee di tutti, non riesco a distaccarmi dall’idea precisa che ho sempre avuto delle sardine. So di essere in minoranza”

Passa poi a togliersi qualche sassolino dalla scarpa, seppur con garbo:

“So che molti di voi non si sentono a proprio agio nella dimensione puramente etica e culturale della politica. Non vi bastano le piantine, avete idee molto strutturate, sapete un sacco di cose. Vi invidio per questo. Ma sento che più prendiamo la direzione politica più finiamo per imitare gli altri. Più rincorriamo i like più caschiamo nella trappola del narcisismo. Nelle piazze delle sardine ci sono innovazione, purezza, novità. C’è coinvolgimento. Non c’è la paura di non riuscire, ma l’eccitazione di chi ci prova per la prima volta. Nelle petizioni, nei post eterni e nelle prese di posizione io spesso colgo solo tanta frustrazione e saccenza. Ma capisco che sia un mio limite”

Annuncia che il manifesto valoriale a cui ha lavorato con gli altri fondatori nelle ultime settimane è pronto e spiega anche perché non è un manifesto politico vero e proprio:

“Il manifesto valoriale è pronto. Ma abbiamo capito che un manifesto politico oggi porterebbe a nuovi litigi, a tante incomprensioni e una marea di chiacchiere sterili. Stessa cosa per la struttura. È necessario organizzarci, ma la struttura a cui abbiamo lavorato è oggettivamente precoce per un gruppo di persone che manco si fidano tra loro, né si conoscono. In tutto questo è quasi giugno, veniamo da tre mesi di schermi, video call, lettere e bozze di manifesti. La vita riparte e le truppe sono stanche”

Santori poi aggiunge un passaggio piuttosto significativo:

“Non voglio assumermi la responsabilità di generare una massa di frustrati rabbiosi che passa più tempo sul web che nella vita reale. Il lockdown è finito e la politica può aspettare, perlomeno quella fatta a parole. Ho sempre avuto un’idea precisa di quel che avrebbero dovuto essere le sardine da grandi, e forse ho sbagliato ad aspettare tutto questo tempo a dirvela. Ma, che ci crediate o no, mi interessava davvero sapere cosa ne pensava ciascuno di voi”

Infine dà appuntamento a giovedì prossimo per la presentazione del manifesto valoriale, prima di prendere una pausa di riflessione che però, avverte, non sarà la fine delle Sardine:

“Giovedì alle 19 vi dirò qual era la mia idea fin dal principio, poi vi consegneremo insieme ad Andrea, Giulia e Roberto il manifesto valoriale e ci saluteremo per una legittima pausa di riflessione e di riposo. Potrà partecipare chi vuole. Non sarà la fine delle sardine. Al massimo uno spartiacque. Sicuramente un momento di confronto sincero, corretto e dovuto. Dopo tutto questo tempo passato insieme e le relazioni a cui abbiamo dato vita ce lo dobbiamo, ve lo dobbiamo. Prima delle competenze, prima delle pagine facebook, prima delle strategie, la roba più preziosa che abbiamo sono le relazione umane che abbiamo costruito. Sarebbe un bello spreco rovinare le amicizie o le connessioni che sono nate in questi mesi soltanto per un non detto o un sentito dire. E le sardine non sopportano gli sprechi”