Assistenti civici, governo diviso: “Fuga in avanti di Boccia”, dice il M5S

Sta dividendo il governo l’annuncio del ministro Boccia sui cosiddetti assistenti civici: Italia Viva e M5S molto critici

L’annuncio del ministro Francesco Boccia agita le acque del governo: il ministero degli Affari regionali promuove la ricerca di 60mila assistenti civici, che a molti hanno ricordato il bando dei navigator, per la fase 2. “Parliamo di volontariato – puntualizza il ministero -. Sono 16 ore settimanali che ciascuno può regalare al proprio comune. Nessuna vigilanza, ronda o sentinelle anti spritz. Non potranno chiedere i documenti ma solo segnalare a vigili e forze dell’ordine”.

Renzi: “Assistenti civici? Follia, meglio il servizio civile”

L’annuncio di Boccia ha avuto inevitabilmente grande enfasi anche sui social network e Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia è arrivata a parlare di “deriva autoritaria” da parte del governo che sta “assumendo contorni grotteschi ma non per questo meno pericolosa di ogni altra deriva liberticida”. Ma non sono solo le opposizioni a bocciare la proposta di reclutare cittadini che si dovrebbero occupare sostanzialmente del rispetto del distanziamento sociale. Durante il suo appuntamento settimanale con l’e-news, Matteo Renzi ha fatto una controproposta alla maggioranza di cui fa parte. “Un ministro ha annunciato la creazione di un corpo di 60.000 assistenti civici. Boh, solo a me sembra una follia finalizzata ad avere visibilità? Come spesso accade la penso come Matteo Orfini. Non sarebbe meglio valorizzare di più il terzo settore e il servizio civile?”.

M5S: “Fuga in avanti di Boccia”

Critiche anche da parte del Movimento 5 Stelle, che lascia intendere che il ministro Boccia abbia corso un po’ troppo. La posizione dei pentastellati viene espresso con un tweet dal sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento Gianluca Castaldi: “La fuga in avanti di Francesco Boccia sui 60mila assistenti civici non mi convince. E non convince il M5S. Per noi i cittadini devono controllare quello che fanno i politici, non quello che fanno altri cittadini: auspico passo indietro del ministro e confronto con tutta la maggioranza”.

A giudicare dai commenti di molti utenti dei social network, sembra che Boccia abbia voluto istituzionalizzare il ruolo dello “sceriffo da balcone”, ovvero quella pratica italiana divenuta frequente durante il lockdown, con cittadini assiepati dalle proprie terrazze per riprendere con gli smartphone chiunque uscisse di casa, anche se magari autorizzato. “Invece dell’app immuni e del tracciamento, invece di regole chiare, arriva l’idea assurda e pericolosa insieme degli assistenti civici. Gli italiani non sono bambini stupidi: basta paternalismo, basta coi ministri in cerca di visibilità. Il volontariato è una cosa seria, questa no”, chiosa il deputato Luciano Nobili, di Italia Viva.

Viminale: “Ministero dell’Interno non consultato”

Fonti del Viminale citate dall’Adnkronos sottolineano che il Ministero dell’Interno non sia stato consultato in merito agli assistenti civici: “Le decisioni assunte – si legge – senza preventiva consultazione del ministero dell’Interno, per l’istituzione della figura degli ‘assistenti civici’ in relazione alle misure di contrasto e di contenimento della pandemia Covid-19, non dovranno comportare compiti aggiuntivi per le prefetture e per le forze di polizia già quotidianamente impegnate nei controlli sul territorio”.

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