Omicidio nel Casertano: ucciso Crescenzo Laiso in un agguato a Villa di Briano

Agguato nel Casertano. Crescenzo Laiso, 30 anni, considerato affiliato al clan Schiavone, è stato ucciso ieri pomeriggio a Villa di Briano nell’area aversana. Gli investigatori non escludono che l’agguato possa essere una vendetta trasversale mirata a colpire il fratello dell’uomo, Salvatore Laiso, detto “Chicchinoss”, arrestato a luglio scorso con l’accusa di estorsione e ritenuto anch’egli

di remar


Agguato nel Casertano. Crescenzo Laiso, 30 anni, considerato affiliato al clan Schiavone, è stato ucciso ieri pomeriggio a Villa di Briano nell’area aversana. Gli investigatori non escludono che l’agguato possa essere una vendetta trasversale mirata a colpire il fratello dell’uomo, Salvatore Laiso, detto “Chicchinoss”, arrestato a luglio scorso con l’accusa di estorsione e ritenuto anch’egli vicino alla fazione dei Casalesi capeggiata da Francesco “Sandokan” Schiavone.

Insieme a lui, ricorda Metropolis web, vennero arrestati il fratello Crescenzo, Raffaele Di Tella, Ciro Ruffo, Salvatore Ricciardi, Antonio Barbato di Cesa, Carmine Lanzetta, e Salvatore Mazzetidi. Tutti accusati di estorsione ai danni di commercianti e imprenditori.

Ricciardi, ne avevamo parlato, rimase ucciso in un agguato lo scorso 19 marzo. Il suo cadavere, semicarbonizzato, venne trovato in un’auto data alla fiamme. Ciro Ruffo invece è morto suicida nel carcere di Alessandria, qualche giorno prima di essere trasferito in quello di Avellino.

Delle ipotesi investigative sull’omicidio di Crescenzo Laiso parla Videocomunicazioni:

Non si esclude che l’agguato possa essere una vendetta trasversale proprio per colpire Salvatore Laiso, che è stato arrestato a luglio scorso con l’accusa di estorsioni a commercianti e imprenditori tra Tentola e Parete.

Tra le varie ipotesi al vaglio degli investigatori, quella che Laiso possa essere stato ucciso per uno sgarro all’interno della fazione dei Casalesi facente capo alla famiglia Schiavone, ma non è da escludere che l’omicidio possa segnare l’avvio di una lotta tra gruppi emergenti della criminalità organizzata dell’agro aversano, decimata negli ultimi tempi da arresti di capi e gregari.

La zona di Parete, comune non distante da Aversa, è stata per lungo tempo controllata da Giuseppe Setola, capo dell’ala stragista della fazione capeggiata da Francesco Bidognetti, detto ‘Cicciotte e mezzanotte’. Dopo l’arresto di Setola e del suo gruppo di fuoco, però, la fazione di riferimento degli Schiavone, ma anche delle due primule rosse del clan, Antonio Iovine e Michele Zagaria, latitanti da oltre tredici anni, ha ripreso a dominare la zona.

Foto | Flickr

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