Silvia Romano: accertamenti su conversione e riscatto – Salvini: “Nulla è gratis”

Dopo il rientro in Italia, colloquio con i magistrati di Roma per Silvia Romano: rapimento, eventualme conversione all’islam e riscatto tra i temi trattati

Nel corso del colloquio pomeridiano tra Silvia Romano e gli inquirenti, che si terrà nella caserma dei carabinieri del Ros alla presenza del pm, si parlerà tra le altre cose dei momenti del rapimento, dell’ipotesi di una sua conversione all’islam e del pagamento di un riscatto. I magistrati di piazzale Clodio hanno avviato un’indagine sul rapimento di Silvia Romano, avvalendosi anche della collaborazione delle autorità del Kenya e della Somalia. Secondo le prime risultanze, la prima fase del sequestro è stato gestito da una banda di 8 persone, che avrebbe poi ceduto la ragazza a gruppi islamisti legati a Al Shabaab in Somalia.

Secondo alcune ipotesi, poi, Silvia Romano si sarebbe convertita all’islam durante la prigionia e avrebbe addirittura sposato un carceriere con rito islamico. Sull’ipotesi ha già frenato l’ambasciatore italiano in Somalia, Alberto Vecchi: “In questi mesi – evidenzia – vestirsi in questo modo credo sia stata un’abitudine, non ritengo possa indicare di per sé un atteggiamento spirituale e comunque su tutti gli aspetti personali è giusto che a parlare sia la giovane”. Si spiegherebbe così, insomma, l’abito islamico verde indossato dalla cooperante al rientro in Italia: l’utilizzo di vesti locali somale non significa che ci sia stata obbligatoriamente una conversione.

Salvini: “Niente è gratis, ma non chiedo ora”

Vuole vederci chiaro, ma non ora, il leader della Lega, Matteo Salvini, che ci ha tenuto comunque a ringraziare le forze dell’ordine per il lavoro svolto nell’operazione. “Nulla è gratis, ma non chiedo ora – dichiara l’ex ministro dell’Interno – è chiaro che nulla accade gratis, ma adesso non è il momento di chiedere chi ha pagato cosa. Io ho visto come lavorano le nostre forze dell’ordine e porto enorme rispetto verso chi corre rischi”.

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