Berlusconi censura la Ue e vieta i manifesti sulle elezioni. L’eurodeputato Giorgio Carollo: “Atto inaudito e arbitrario!”

Gli italiani non sono “europei” come tutti gli altri cittadini del vecchio continente. Un esempio? La Ue lancia una campagna pubblicitaria per invitare i cittadini a votare, ma nei muri del Pelpaese non comparirà nemmeno un manifesto. Insomma il nostro governo censura la campagna promozionale dell’Unione europea: è Berlusconi che decide cosa gli italiani devono

Gli italiani non sono “europei” come tutti gli altri cittadini del vecchio continente.

Un esempio? La Ue lancia una campagna pubblicitaria per invitare i cittadini a votare, ma nei muri del Pelpaese non comparirà nemmeno un manifesto.

Insomma il nostro governo censura la campagna promozionale dell’Unione europea: è Berlusconi che decide cosa gli italiani devono sapere e vedere.

Sembra davvero di essere tornati nei Paesi del “socialismo reale”, dove era un solo partito che stabiliva il “metro” di libertà dei cittadini.

“E’ una decisione inaudita e arbitraria del governo, un attacco alla libertà e alla democrazia – dice l’eurodeputato veneto Giorgio Carollo, candidato Udc alle Europee nel collegio Nord Est – Il Parlamento europeo ha approvato la campagna con il voto favorevole di tutti i gruppi, a cominciare dal Ppe (il partito di riferimento, a Strasburgo, del Pdl): sei diversi manifesti in 23 diverse lingue. Ma quelli scritti in italiano saranno gettati nel macero”.

Per quale motivo?

“Semplice – risponde Carollo, che è anche impegnato nella nuova Costituente di Centro – Il governo non è interessato a promuovere la partecipazione degli elettori al voto europeo perché un forte astensionismo punirebbe il Pd e altre forze d’opposizione e favorirebbe il Pdl. Inoltre il Governo non vuole far sapere agli italiani quanto la sua politica sia poco in sintonia con l’Europa comunitaria, come ad esempio sulle questioni cruciali della sicurezza e dell’immigrazione. Di questo passo, Berlusconi scava un fossato fra l’Italia e gli altri paesi della Ue”.

Si sa che una ciliegia tira l’altra. Il rischio è anche che una censura tiri l’altra. Passata questa, Berlusconi penserà alla prossima.

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