Rassegna della stampa estera: c’erano Berlusconi, Mills e Noemi..

A chi cura questo appuntamento settimanale di Polisblog con i media stranieri, credetemi, piacerebbe da morire riuscire a scrivere anche di qualcos’altro. Non che non succeda mai: a volte ci riusciamo. Altre, però, si è costretti ad arrendersi all’evidenza: il soggetto che di gran lunga più rappresenta il nostro paese sulle pagine dei giornali esteri


A chi cura questo appuntamento settimanale di Polisblog con i media stranieri, credetemi, piacerebbe da morire riuscire a scrivere anche di qualcos’altro. Non che non succeda mai: a volte ci riusciamo. Altre, però, si è costretti ad arrendersi all’evidenza: il soggetto che di gran lunga più rappresenta il nostro paese sulle pagine dei giornali esteri è lo stesso il cui nome ogni giorno ci ossessiona su quelle delle testate italiane: Silvio Berlusconi.

Ciò è ancora più vero in una settimana come quella appena passata, in cui si sono sommati gli echi della pubblicazione delle motivazioni della condanna di David Mills e gli ultimi strascichi della vicenda di Noemi Letizia e del divorzio da Veronica Lario. Sulla prima questione si è esercitato in una prova di sottile ironia l’ Irish Times, scrivendo:

“Il primo ministro italiano Silvio Berlusconi si trova questa settimana in una posizione familiare, anche se scomoda. Per l’ennesima volta nella sua quindicennale carriera politica, infatti, il primo ministro deve affrontare serie accuse di corruzione”

E mentre il Guardian si è concentrato sui dettagli della sentenza e El Pais ha sottolineato come Berlusconi abbia reagito con ira alla notizia, il canadese Cyberpresse, dopo aver notato che la vicenda Noemi-Lario è costata al premier qualche punto nei sondaggi di popolarità, ha affermato:

“bisogna ancora vedere se gli italiani saranno ugualmente severi nei confronti del loro capo di governo per questa vicenda vecchia di quasi 20 anni. Silvio Berlusconi, fedele alla ricetta che gli è spesso riuscita in passato, non esita a fare in modo che il dibattito pubblico volga meno sui risultati del suo governo che sulla sua persona.Intervenendo in televisione ogni giorno, denuncia senza sosta da qualche tempo “gli attacchi personali menzogneri e calunniosi” di cui si considera vittima”

Secondo il Financial Times, analogamente:

“Le conseguenze negative di questo caso saranno limitate, poiché Berlusconi, 72 anni, gode di una vasta maggioranza parlamentare, ma è probabile che esso finisca per rafforzare la determinatezza del governo a riformare il sistema giudiziario, preparando il terreno per altri scontri tra il primo ministro e quelli che egli chiama giudici politicamente motivati”

Un secondo filone di notizie sull’uomo più importante d’Italia riguardano poi il caso-Noemi, soprattutto a causa delle famose dieci domande di Repubblica, stratagemma mediatico che sembra aver raccolto un certo successo all’estero. Il Times, ad esempio, dopo aver bacchettato il giornale del gruppo Espresso per l’inesatta riproposizione della sua intervista ai genitori della 18enne napoletana, si è schierato del tutto a suo sostegno con un durissimo editoriale non firmato, intitolato “Dovere pubblico e vendetta privata“:

“La campagna (di Berlusconi) contro La Repubblica sembra un tentativo inquietante di intimidire il dissenso piuttosto che il desiderio di proteggere la propria reputazione. E’ particolarmente di cattivo gusto che egli abbia usato il proprio potere mediatico per criticare la propria moglie, insinuando che sia mentalmente instabile. Queste sono le azioni di un uomo ricco e potente che tratta la politica e i mezzi di comunicazione come feudi. Berlusconi pare avere scarsa consapevolezza della differenza tra interesse privato e dovere pubblico. I suoi critici sui giornali stanno facendo un’opera di pubblico servizio per una popolazione mal governata”

La Repubblica si è, com’è comprensibile, pubblicamente vantata del sostegno ricevuto da una delle più autorevoli testate britanniche, e non contenta è andata a intervistare, nel corso della settimana, i responsabili di alcuni altri giornali europei. Il direttore della tedesca Die Zeit, ad esempio, ha commentato così le reazioni di Berlusconi alle domande del giornale diretto da Ezio Mauro:

“In Germania una reazione del genere provocherebbe l’immediata solidarietà di tutti gli altri media, indipendentemente dal loro orientamento politico. (..) Se tutto questo si rivelasse sistema, sarebbe un orientamento completamente diverso da quello che è l’ovvia idea costitutiva del rapporto tra politica e media nei paesi occidentali”

Il direttore di Libération Laurent Joffrin ha invece dichiarato che:

“Berlusconi sta diventando come Putin, controlla i media, vuole controllare tutto, evitare le critiche, metterle a tacere. Non è poco, anche se da noi Sarkozy si è attribuito, con una legge che ha voluto personalmente, il potere di nominare i dirigenti della radio e della tv pubbliche. Ma i due casi sono diversi: Berlusconi è di una violenza e di una brutalità fuori dal comune”

Perfino uno dei più popolari blog del mondo, l’americano Huffington Post, ha ospitato sulle sue pagine un articolo intitolato “Mr.Berlusconi, perché non rispondi alla stampa?“, il cui incipit è di rara brutalità:

“C’è un tema in Italia che sta cominciando a interessare il resto del mondo: la tendenza del Presidente del Consiglio dei Ministri a mentire in pubblico. Inoltre, quando viene interrogato riguardo a verità scomode, egli non solo continua a mentire o rifiuta di rispondere, ma contrattacca veementemente la stampa che ha osato porgli determinate domande”

Le Monde ha poi dedicato questa settimana un lunghissimo ed interessante ritratto a tutto tondo al Cavaliere, intitolato – parafrasando un celebre opuscolo elettorale “Berlusconi – una storia italiana“. Le conclusioni sono amare:

“questo è quindi l’uomo che inaugura il secondo anno del suo terzo mandato e festeggia il quindicesimo anniversario dalla sua prima elezione: compassionevole, insopportabilmente superficiale, ma capace di veri e propri “colpi” politici che spiazzano i suoi avversari e rinforzano il suo gruppo. Il suo bilancio, un anno dopo il ritorno al potere, l’8 maggio 2008, appare scarno ovunque tranne che in Italia: la soluzione del problema dei rifiuti di Napoli, il salvataggio della compagnia area Alitalia, la gestione del terremoto in Abruzzo. “Cose normali che in Italia appaiono straordinarie”, spiega un editorialista. Allergici al potere, gli Italiani non sono vittime né delle sue menzogne né dei suoi limiti”

A chiosa di questa lunga, monotematica rassegna, è opportuno citare ancora una volta l’Irish Times, che ha interpretato con grande lucidità quanto sta avvenendo nel nostro paese in queste settimane:

Sia il governo che l’opposizione hanno teso a vedere queste elezioni europee più come un plebiscito su Berlusconi che come un’opportunità di riflettere sulle sfide che attendono l’UE, il suo parlamento e le sue altre istituzioni

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